Oltre 500 persone a Colfiorito contro i parchi sui crinali
di Sauro Presenzini
Domenica 28 giugno, dalle 10 alle 13, Colfiorito ha ospitato una manifestazione pubblica contro i progetti di realizzazione di impianti eolici industriali sui crinali dell’Appennino umbro-marchigiano. L’iniziativa, promossa con lo slogan “Nessuno tocchi l’Appennino”, ha richiamato oltre 500 cittadini provenienti dall’Umbria e dalle Marche, affiancati da numerose associazioni, comitati spontanei e rappresentanti del mondo dell’escursionismo e della tutela ambientale.
La mobilitazione si è concentrata sulla contestazione dei progetti che prevedono l’installazione di aerogeneratori alti oltre 200 metri lungo le dorsali montane. Secondo gli organizzatori, tali interventi rappresenterebbero una trasformazione profonda del paesaggio appenninico e sarebbero riconducibili a operazioni di carattere speculativo più che a una reale strategia di sviluppo sostenibile.
La manifestazione si è sviluppata attraverso una lunga passeggiata culminata nella formazione di una catena umana di oltre un chilometro. Il corteo ha attraversato il centro di Colfiorito rallentando la circolazione stradale per circa un’ora. La gestione della viabilità è stata affidata ai Carabinieri, che hanno accompagnato e scortato i manifestanti lungo il percorso previsto.
Alla conclusione della camminata si sono susseguiti numerosi interventi da parte delle associazioni aderenti. Tutti hanno espresso una posizione comune di contrarietà agli impianti eolici industriali previsti lungo i crinali dell’Appennino, sostenendo che i benefici economici deriverebbero principalmente dalle grandi società del settore energetico. Nel corso degli interventi è stato inoltre evidenziato come, secondo gli organizzatori, il sistema di remunerazione favorisca la potenza installata piuttosto che l’effettiva produzione di energia.
Tra le realtà presenti figuravano TESS, il CAI, LAC Marche, LAC Umbria, guide escursionistiche, associazioni ambientaliste e numerosi comitati civici costituiti per seguire l’evoluzione dei progetti previsti nelle aree montane interessate.
Durante la manifestazione è stata inoltre sottolineata la presenza del sindaco di Caldarola, indicato dagli organizzatori come l’unico primo cittadino intervenuto tra quelli dei territori coinvolti. Parallelamente è stata evidenziata l’assenza degli altri sindaci interessati, interpretata dagli intervenuti come un elemento significativo rispetto a una questione che riguarda direttamente vaste porzioni dell’Appennino umbro e marchigiano.
Nel corso degli interventi, LAC Umbria ha rivolto critiche alle Comunanze Agrarie locali, sostenendo che l’affidamento dei pascoli sommitali, delle proprietà indivise e delle aree gravate da usi civici alle società interessate alla realizzazione degli impianti eolici avrebbe modificato la destinazione originaria di tali beni.
L’associazione ha inoltre reso noto di aver promosso iniziative sul piano amministrativo e giudiziario. In particolare ha comunicato di aver chiesto al Commissario per gli Usi Civici di Bologna il sequestro dei terreni e dei contratti, chiedendone in subordine la dichiarazione di nullità. Contestualmente è stato presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica territorialmente competente, nel quale vengono prospettate possibili valutazioni sotto il profilo civile, penale ed erariale.
La manifestazione di Colfiorito rappresenta, secondo gli organizzatori, l’avvio di una mobilitazione destinata a proseguire nei prossimi mesi con ulteriori iniziative finalizzate a contrastare la realizzazione degli impianti eolici industriali previsti lungo i crinali dell’Appennino umbro-marchigiano.

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