Traffico di cocaina, sei arresti tra Umbria e Toscana

Smantellata rete con base operativa tra Perugia e Spello

La Guardia di finanza di Perugia ha eseguito sei misure cautelari nei confronti di altrettanti cittadini albanesi ritenuti coinvolti in un’organizzazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’operazione ha interessato le province di Perugia e Firenze, con quattro arresti eseguiti tra Perugia e Spello e altri due nel comune di Signa.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe gestito un vasto traffico di cocaina, movimentando almeno duecento chilogrammi di droga attraverso una rete articolata e ramificata. Le attività illecite sarebbero state documentate in circa quaranta episodi ricostruiti nel corso delle indagini, che rappresentano uno sviluppo investigativo collegato a un’importante operazione condotta nel gennaio dello scorso anno.

In quell’occasione le Fiamme gialle avevano sequestrato 65 chilogrammi di cocaina, arrestato un ristoratore ritenuto coinvolto nell’organizzazione e individuato una base logistica nel territorio di Foligno. Gli approfondimenti successivi hanno consentito agli investigatori di individuare una seconda struttura criminale che, pur operando parallelamente a quella già colpita, sarebbe risultata collegata agli stessi circuiti internazionali di approvvigionamento della droga.

I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nei confronti di sei persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Per quattro indagati è stata disposta la custodia in carcere, mentre due donne sono state poste agli arresti domiciliari in considerazione della presenza di figli in tenera età.

Le indagini hanno consentito di documentare modalità operative caratterizzate da una particolare disinvoltura. Le consegne della droga sarebbero avvenute anche in luoghi pubblici molto frequentati, come parcheggi di centri commerciali, approfittando della normale presenza di cittadini per confondere e rendere meno evidenti gli scambi. Secondo gli investigatori, gli appartenenti al gruppo avrebbero organizzato gli incontri adottando accorgimenti finalizzati a non destare sospetti durante le operazioni di carico e scarico dello stupefacente.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato l’utilizzo di strumenti tecnologici destinati a eludere le attività investigative. I componenti dell’organizzazione si sarebbero serviti di telefoni criptati per le comunicazioni più riservate, riducendo il rischio di intercettazioni e garantendo maggiore sicurezza ai contatti tra i diversi livelli della struttura.

Un episodio ritenuto particolarmente significativo risale a circa un anno fa, quando uno degli attuali indagati venne arrestato in flagranza di reato. In quell’occasione i finanzieri scoprirono 25 chilogrammi di cocaina nascosti all’interno di un sofisticato doppiofondo ricavato in un’autovettura. Durante l’operazione fu inoltre sequestrata una pistola Beretta risultata rubata.

Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto vertice dell’organizzazione sarebbe un trentasettenne residente a Spello. Gli inquirenti ritengono che l’uomo ricevesse indicazioni operative da referenti albanesi residenti all’estero, in particolare tra Dubai e Tirana, coordinando poi dall’Umbria la distribuzione dello stupefacente sul territorio nazionale.

L’attività investigativa avrebbe inoltre fatto emergere collegamenti con altre realtà operative presenti in diverse aree del Paese, tra cui Roma, Bari e Napoli. Attraverso una rete di cellule distribuite in più regioni, il gruppo sarebbe riuscito a gestire approvvigionamenti, trasporti e consegne della droga, alimentando un sistema di traffico che gli investigatori ritengono esteso ben oltre i confini umbri.

L’operazione rappresenta un ulteriore passo nell’azione di contrasto al narcotraffico internazionale e costituisce il risultato di un’attività investigativa sviluppata nel tempo, che ha consentito di ricostruire ruoli, collegamenti e modalità operative dell’organizzazione ritenuta responsabile del traffico di ingenti quantitativi di cocaina destinati al mercato italiano.

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