Una mostra immersiva dialoga con il Museo del Vino
di RitaPaltracca
La prima sezione interessa la Memoria etrusca che affonda nella relazione con l’antico. L’artista utilizza pigmenti minerali, tra cui l’oro, per evocare ritualità arcaiche e una luminosità che vibra come una superficie scavata dal tempo. Le forme richiamano reperti, frammenti, incisioni. Non imitano ma riemergono e la materia diventa un corpo vivo, attraversato da stratificazioni che suggeriscono un passato che non smette mai di parlare.
Nella seconda sezione, Percezione del tempo, la pittura si ispessisce. Le pennellate diventano sferzate, le cromie si sovrappongono in velature che sedimentano come strati geologici. Il tempo non è rappresentato: si manifesta. La superficie registra passaggi, abrasioni, accumuli. Ogni opera sembra trattenere un movimento interno, come se la materia avesse memoria propria, un ritmo visivo che richiama il fluire dell’esperienza umana, con le sue pause, le sue accelerazioni, le sue fratture.
La terza sezione, Echi dell’essere, porta la ricerca verso una dimensione più intima. Le forme si fanno essenziali, quasi primarie. La pittura diventa traccia, impronta, presenza. Affiorano frammenti che evocano identità antiche e interiori, come se la superficie custodisse un respiro trattenuto. La materia non rappresenta: rivela. Un ritorno all’origine, un ascolto profondo di ciò che resta quando l’immagine si dissolve.
Il Museo del Vino di Torgiano amplifica la forza del progetto. Le opere di Francesca Cencetti risuonano con i processi lenti della cultura enologica: trasformazione, maturazione, sedimentazione. Le superfici dense, segnate da abrasioni e velature, richiamano la pazienza del tempo che modella la vite, il vino, la storia. Il museo MUVIT, fondato da Maria Grazia e Giorgio Lungarotti e aperto al pubblico dal 23 aprile 1974, è uno dei primi poli museali europei dedicati alla civiltà del vino, nato per valorizzare il patrimonio vitivinicolo umbro e nazionale, oggi è un centro culturale che intreccia archeologia, arte e territorio. Uno sguardo al passato, al presente e al futuro.
La mostra costruisce un equilibrio tra astrazione e suggestione figurale, tra costruzione e dissoluzione dell’immagine. La pittura preferisce un linguaggio sospeso, dove il tempo diventa materia e la materia diventa racconto. Il risultato è un’esperienza immersiva che invita a osservare, sostare, ascoltare. Le opere resteranno esposte fino al 20 settembre 2026.
Catalogo: Francesca Cencetti. AUREA. Stratigrafie del tempo
Contributi di Teresa Severini, Andrea Baffoni, Gemma Zaganelli, Marco Bussagli
Futura Libri, Perugia 2026
Info e prenotazioni visite guidate chiamare tel. 075 9880200 | musei@fondazionelungarotti.it



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