Un’interrogazione di FdI scuote la sanità a Perugia e nel resto dell’Umbria
PERUGIA, 18 maggio 2026 – La gestione delle prestazioni sanitarie specialistiche entra al centro del dibattito istituzionale umbro attraverso una dura presa di posizione della minoranza consiliare dove l’esecutivo di Palazzo Donini si trova a dover rispondere a una formale azione di sindacato ispettivo in merito ai futuri assetti organizzativi della medicina territoriale e dell’assistenza psichiatrica. Lunedì 18 maggio 2026, il portavoce regionale del partito Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei, ha depositato un’interrogazione ufficiale per chiedere chiarimenti immediati sulle linee strategiche del nuovo Piano sanitario regionale.
La contestazione si focalizza sull’annunciato accorpamento, all’interno di un’unica macrostruttura dirigenziale, di aree cliniche estremamente distanti tra loro, tra cui la salute mentale degli adulti, la neuropsichiatria infantile, il comparto delle dipendenze patologiche e la rete dedicata ai disturbi della nutrizione. La creazione di questo grande contenitore burocratico rappresenta un unicum nel panorama della sanità pubblica del Paese.
Infatti, nessun’altra amministrazione regionale italiana ha finora adottato un impianto così massificato e privo di distinzioni operative, sollevando timori concreti tra i professionisti del settore. Il pericolo immediato evidenziato dall’esponente di opposizione riguarda il concreto depotenziamento delle singole discipline cliniche e la progressiva estensione dei tempi d’attesa per l’accesso ai trattamenti. Di conseguenza, settori operativi strutturalmente incompatibili per prassi assistenziali e target di utenza potrebbero subire un livellamento gestionale dannoso per la qualità delle cure erogate sul territorio.
La scelta di accorpare sotto un unico vertice l’hub universitario, i SerD e i percorsi assistenziali per i minori appare priva di una solida validazione scientifica. La critica si estende anche alle modalità di conduzione del confronto istituzionale con gli operatori sanitari e le parti sociali. Gli incontri preliminari finora svolti vengono descritti come sessioni informative unilaterali e non come spazi di reale progettazione condivisa.
Pertanto, le figure specialistiche attive sul campo rischiano di vedere azzerata la propria autonomia d’intervento in un momento di forte sofferenza strutturale del sistema sanitario umbro. L’introduzione di procedure eccessivamente centralizzate potrebbe compromettere la flessibilità dei percorsi di cura personalizzati, lasciando scoperte le fasce di utenza più deboli, come i giovani pazienti affetti da patologie alimentari o le persone in regime di recupero dalle tossicodipendenze.
Attraverso lo strumento ispettivo, l’esponente di Fratelli d’Italia impegna la Giunta a presentare i dati scientifici e i modelli organizzativi presi come riferimento per la formulazione del progetto. L’atto formale esige di verificare se siano stati eseguiti studi preventivi sull’impatto della riorganizzazione e confronti analitici con i sistemi sanitari di altre realtà territoriali.
L’obiettivo dichiarato è bloccare un potenziale disavanzo nei servizi e prevenire dinamiche di confusione amministrativa e contrazione dei fondi economici che finirebbero per colpire direttamente i cittadini più esposti della comunità. La richiesta costringe i vertici regionali a esplicitare pubblicamente le garanzie sul mantenimento delle équipe mediche dedicate, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie.

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