La famiglia Rizzo tratta con Bandecchi per il rilancio rosso
Il destino della Ternana e del complesso progetto stadio-clinica è a un bivio decisivo. La famiglia Rizzo ha aperto ufficialmente alla cessione della Stadium Spa, il veicolo societario che detiene l’asset del ramo d’azienda sanitario, puntando a un accordo immediato con l’Università Niccolò Cusano. La condizione posta dalla proprietà uscente è netta: l’ateneo deve versare nelle casse di via della Bardesca 12 milioni di euro dei 14 complessivi previsti dal piano economico finanziario originale. Questa liquidità è considerata l’unica via d’uscita per onorare le pesanti pendenze accumulate e far fronte alle imminenti scadenze federali fissate per il 16 aprile. Senza questo massiccio innesto di capitale, lo spettro del fallimento e dei libri in tribunale diventerebbe una realtà inevitabile per il club umbro.
La morsa dei debiti e la crisi operativa a Terni
La situazione finanziaria a Terni ha raggiunto livelli di guardia allarmanti. La pressione dei creditori si è fatta asfissiante, alimentata da una pioggia di decreti ingiuntivi che bloccano ogni operatività ordinaria. La mancanza di fondi ha colpito direttamente la gestione quotidiana delle infrastrutture: la manutenzione dello stadio è ferma e i dipendenti non tesserati della Ternana attendono le spettanze arretrate da ormai quattro mesi. Il degrado logistico ha costretto persino i calciatori a fronteggiare l’assenza di servizi essenziali come l’acqua calda negli spogliatoi. In questo scenario di emergenza, l’intervento di Stefano Bandecchi tramite Unicusano rappresenta l’ultima ancora di salvataggio per stabilizzare una società sull’orlo del precipizio economico.
Confronto istituzionale e ricorsi al Consiglio di Stato
Mentre la diplomazia finanziaria cerca un’intesa entro lunedì, scrive Corso Viola di Campalto su il Messaggero, si gioca una partita parallela sul fronte amministrativo. Stefano Bandecchi, nella sua doppia veste di guida dell’ateneo e sindaco, ha confermato l’intenzione di impugnare la sentenza del Tar che ha annullato l’autorizzazione per la clinica. La strategia prevede un ricorso al Consiglio di Stato per blindare i 120 posti letto previsti dal progetto originario. Parallelamente, la presidente della Regione, Stefania Proietti, ha teso una mano al Comune di Terni, dichiarandosi pronta a collaborare per la ristrutturazione del Liberati con fondi dedicati, qualora si decidesse di superare la fase dei contenziosi legali. Il tempo stringe e la sopravvivenza del calcio professionistico in città dipende ora dalla capacità di chiudere il passaggio di quote della Stadium Spa in tempi record.

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