Comuni: l’Aula vota all’unanimità più fondi per le Unioni

Bilancio di assestamento regionale: si in Prima commissione

Accordo trasversale per sostenere i borghi di Perugia

PERUGIA, 19-02-2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità una mozione cruciale per il futuro degli enti locali, segnando un momento di rara coesione politica tra i banchi di Palazzo Cesaroni, come riporta il comunicato del Consiglio Regionale Umbria.  Il documento, presentato inizialmente da Paola Agabiti (FdI) e successivamente sottoscritto dall’intera compagine di governo, impegna formalmente la Giunta regionale a potenziare i trasferimenti economici destinati alle Unioni dei Comuni. L’obiettivo dichiarato è garantire quella solidità finanziaria necessaria a sostenere i centri minori e le comunità delle aree interne, trasformando la cooperazione istituzionale in uno scudo contro l’isolamento amministrativo.

L’iniziativa legislativa nasce dalla consapevolezza che le attuali Unioni, come quella del Trasimeno e delle Terre dell’Olio e del Sagrantino, rappresentano molto più di una semplice aggregazione burocratica. Durante l’illustrazione dell’atto, è stato ribadito con forza come queste realtà siano diventate strumenti indispensabili per l’esercizio delle funzioni pubbliche. Unire le forze permette ai municipi di dimensioni ridotte di superare i propri limiti dimensionali, garantendo ai cittadini servizi più efficienti attraverso economie di scala che, singolarmente, sarebbero impossibili da raggiungere. Si tratta di una scelta politica che mira a centralizzare le competenze tecniche, rendendo i territori più resilienti e capaci di attrarre investimenti esterni.

Il cuore della mozione riguarda la necessità di un riequilibrio economico in sede di assestamento di bilancio. Il percorso avviato negli anni scorsi aveva visto una crescita costante delle risorse regionali, passate dai modesti 174mila euro iniziali fino ai 560mila euro del 2024. Tuttavia, il bilancio previsionale per il triennio 2026-2028 aveva visto lo stanziamento ripiegare sulla quota base minima. Senza un intervento correttivo immediato, il rischio concreto era quello di vanificare anni di progressi. Esiste inoltre una stretta correlazione tra i fondi regionali e i contributi che arrivano dal Ministero dell’Interno: una riduzione dell’impegno economico locale comporta automaticamente un taglio dei trasferimenti statali, penalizzando doppiamente i territori che hanno investito nel modello associato.

L’apertura della maggioranza è stata totale. Cristian Betti, capogruppo del Pd, ha confermato la piena sintonia con le istanze della mozione, dichiarando che il sostegno alle Unioni è una priorità strategica sin dall’insediamento. L’assessore Tommaso Bori ha poi fornito un quadro tecnico dettagliato, spiegando come l’azione della Giunta si muova all’interno di un perimetro normativo consolidato che punta a premiare la qualità delle gestioni. Non si tratta solo di distribuire fondi a pioggia, ma di incentivare quei settori ritenuti vitali per la modernizzazione della regione: dalla polizia locale alla progettazione europea, passando per la gestione dei servizi sociali e il marketing territoriale.

L’assessore Bori ha evidenziato come l’erogazione dei contributi sarà sempre più legata alla concretezza delle funzioni esercitate. Nel 2025, tra stanziamenti ordinari e variazioni di bilancio, sono stati mobilitati oltre 800mila euro, inclusi interventi specifici per le attività produttive del Trasimeno colpite dalla siccità. La strategia regionale prevede l’introduzione di meccanismi di premialità che favoriscano chi mette realmente a sistema uffici e personale. In questo modo, l’Unione dei Comuni smette di essere un costo e diventa un moltiplicatore di opportunità, garantendo processi amministrativi più solidi e una capacità di programmazione pluriennale che è la chiave per vincere le sfide dei bandi nazionali e comunitari.

In conclusione del dibattito, Paola Agabiti ha espresso soddisfazione per il voto unanime, sottolineando che questo atto rappresenta una boccata d’ossigeno per i piccoli borghi umbri. Mettere insieme risorse e visioni significa superare i confini comunali per rispondere in modo contemporaneo ai bisogni della popolazione. La mozione non solo tutela le esperienze già attive, ma vuole essere un invito per altri territori a intraprendere percorsi simili. Con questo impegno solenne, l’Umbria sceglie di investire sulla cooperazione come leva per la crescita, assicurando che l’efficienza amministrativa diventi un diritto garantito anche nelle aree più periferiche della regione, lontano dai grandi centri urbani ma al centro della programmazione politica.

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