Bonino: “Agenti lasciati soli, servono interventi immediati”
Il Sappe Umbria torna a lanciare un allarme che ormai ha il tono della disperazione. “Basta parole: servono fatti”, denuncia il segretario regionale Fabrizio Bonino, che descrive una situazione sempre più critica nelle carceri di Terni e Orvieto, dove il personale di Polizia Penitenziaria sarebbe costretto a fronteggiare emergenze quotidiane in condizioni di organico ormai insostenibili.
Orvieto, maxi perquisizione: sequestrati droga e smartphone
Il primo episodio riguarda il carcere di Orvieto, dove nella notte 25 agenti – affiancati da due unità cinofile e coordinati dal comandante – hanno eseguito una perquisizione straordinaria. L’operazione ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di hashish e cocaina, oltre a numerosi smartphone e mini‑smartphone abilmente nascosti nelle celle.
Per il Sappe, questo intervento conferma “l’illegalità che continua a serpeggiare all’interno dell’istituto”, nonostante gli sforzi del personale.
Terni, rissa tra detenuti e dodici ore di disordini: agente ferito
Ancora più grave il quadro che arriva dalla Casa Circondariale di Terni, dove la giornata di ieri è stata segnata da una lunga serie di eventi critici. Da giorni gli agenti segnalano tensioni crescenti tra detenuti di etnie diverse, tensioni esplose in una violenta rissa tra marocchini e tunisini che ha coinvolto un’intera sezione da 60‑65 persone.
I disordini sono proseguiti per dodici ore consecutive, impegnando senza sosta un personale già ridotto all’osso. Il bilancio è pesante: un agente è stato accoltellato a una mano durante le operazioni di contenimento.
Bonino: “Sistema penitenziario umbro allo stremo”
“Orvieto e Terni sono due facce della stessa medaglia”, afferma Bonino. “Un sistema penitenziario che scricchiola, con agenti eroici lasciati soli a fronteggiare emergenze continue. Non possiamo più accettare che il personale venga mandato allo sbaraglio”.
Il sindacato chiede interventi immediati su organici, sicurezza interna e gestione dei detenuti, denunciando una situazione che – a loro dire – mette a rischio sia il personale sia la tenuta complessiva degli istituti.
Una richiesta di aiuto che non può più essere ignorata
La denuncia del Sappe arriva dopo mesi di segnalazioni e appelli rimasti senza risposte concrete. Per il sindacato, la situazione nelle carceri umbre è ormai “al limite”, e solo un intervento strutturale potrà evitare il ripetersi di episodi che mettono a rischio la sicurezza di agenti e detenuti.

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