Assolti l’ex sindaco di Farindola Ilaria Lacchetta e il dirigente Sabatino Belmaggio
Tre condanne, due assoluzioni e cinque prescrizioni. È l’esito dell’appello bis celebrato davanti alla Corte d’Appello di Perugia per il disastro dell’Hotel Rigopiano, travolto da una valanga il 18 gennaio 2017, nella quale persero la vita 29 persone.
Dopo quasi otto ore di camera di consiglio, i giudici hanno condannato a due anni gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci.
Assolti l’ex sindaco Lacchetta e il dirigente Belmaggio
Sono stati assolti “perché il fatto non costituisce reato”:
- Ilario Lacchetta, ex sindaco di Farindola
- Sabatino Belmaggio, ex dirigente della Regione Abruzzo
Per altri cinque imputati – i due ex dirigenti della Provincia Di Blasio e D’Incecco, gli ex dirigenti regionali Giovani e Primavera, e l’ex tecnico comunale Colangeli – è stata dichiarata la prescrizione.
Le richieste dell’accusa e il percorso giudiziario
Il procuratore generale Paolo Barlucchi aveva chiesto complessivamente nove condanne, tra cui:
- 3 anni e 10 mesi per cinque dirigenti regionali
- 2 anni e 8 mesi per l’ex sindaco Lacchetta
- 2 anni e 8 mesi per il tecnico comunale Colangeli
- 3 anni e 4 mesi per i due tecnici provinciali Di Blasio e D’Incecco
La Cassazione, a fine 2024, aveva disposto un nuovo processo per dirigenti e funzionari delle amministrazioni coinvolte, dopo aver confermato la condanna dell’ex prefetto di Pescara.
Il percorso giudiziario è stato lungo e complesso:
- Primo grado a Pescara: 5 condanne e 25 assoluzioni
- Appello a L’Aquila: 8 condanne
- Cassazione: annullamento parziale e rinvio a Perugia
Il ricordo della tragedia
Il 18 gennaio 2017, alle 16.41, una valanga di circa 120mila tonnellate si staccò dal Monte Siella e travolse l’Hotel Rigopiano. Nella struttura si trovavano 40 persone: 28 ospiti e 12 dipendenti. Solo 11 riuscirono a sopravvivere. Quel giorno il bollettino Meteomont indicava un pericolo valanghe di grado 4 su 5.
Marsilio: “Rispetto per la sentenza, vicinanza alle famiglie”
Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha commentato la decisione:
“Accogliamo la sentenza con rispetto e senso di responsabilità. Nessuna decisione potrà restituire le vite perdute, ma resta il dovere di accompagnare con equilibrio questo percorso di giustizia. Attendiamo le motivazioni per una valutazione completa. La mia vicinanza va alle famiglie delle vittime e ai superstiti.”
Un dolore che non si attenua
A nove anni dalla tragedia, la ferita resta aperta. Le famiglie continuano a chiedere verità e responsabilità per una delle pagine più drammatiche della storia recente italiana, che tenne il Paese con il fiato sospeso per giorni.

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