Dimensionamento scuole: protesta accende il confronto in Umbria

Perugia, lavori di manutenzione in tre scuole cittadine

Presidio contro la riorganizzazione scolastica davanti alla prefettura di Perugia

Le sigle sindacali della scuola dell’Umbria tornano a mobilitarsi contro il commissariamento regionale sul dimensionamento scolastico, giudicato un intervento capace di alterare in profondità l’equilibrio dell’intero sistema educativo. Dopo giorni di tensione crescente, le organizzazioni Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda e Anief hanno convocato per venerdì 23 gennaio alle 15.30 un presidio davanti alla prefettura di Perugia, chiedendo contestualmente un confronto diretto con il prefetto Francesco Zito.

Sindacati in allarme per gli effetti della riforma

Le sigle parlano di un quadro che rischia di trasformare la rete scolastica regionale in un mosaico fragile, segnato da istituti sempre più grandi, distanti e difficili da gestire. La prospettiva di accorpamenti forzati, spiegano, metterebbe sulle spalle di dirigenti e personale amministrativo un carico di lavoro sproporzionato, con la gestione di plessi numerosi e distribuiti su territori eterogenei. Una dinamica che, secondo i sindacati, finirebbe per allontanare la scuola dalle comunità locali, riducendo la capacità di rispondere ai bisogni formativi dei territori più piccoli.

La preoccupazione non riguarda solo l’organizzazione interna, ma anche la qualità dell’offerta educativa. L’espansione dei cosiddetti “mega-istituti” viene considerata un fattore di indebolimento della relazione tra scuola e studenti, con il rischio di una progressiva perdita di identità dei singoli plessi e di un impoverimento delle attività didattiche.

Il nodo dei dati e la richiesta di trasparenza

Al centro della protesta c’è anche il tema dei dati sulla popolazione scolastica, ritenuti non aggiornati e quindi non adeguati a sostenere decisioni così incisive. Le organizzazioni sindacali ricordano di aver più volte sollecitato un riconteggio degli alunni, che avrebbe potuto ridurre l’impatto del dimensionamento e consentire una pianificazione più aderente alla realtà.

La mancanza di un quadro statistico aggiornato, sottolineano, mina la credibilità dell’intero processo e rende necessario un cambio di passo nelle relazioni istituzionali. Per i sindacati, solo una collaborazione leale tra Stato, Regioni e parti sociali può garantire scelte ponderate, trasparenti e rispettose del lavoro quotidiano di chi opera nelle scuole.

Una visione di lungo periodo per il futuro dell’istruzione

La mobilitazione di Perugia vuole essere anche un appello a costruire una strategia che guardi oltre l’emergenza. Le sigle chiedono investimenti strutturali e una progettazione capace di delineare la scuola dei prossimi anni, tutelando l’offerta formativa regionale, le opportunità occupazionali e, più in generale, la vitalità dei territori.

Il presidio del 23 gennaio rappresenta dunque un passaggio cruciale in una vertenza che coinvolge non solo il personale scolastico, ma l’intera comunità umbra, chiamata a difendere un modello educativo radicato e vicino ai cittadini.


 

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