Nuovo procuratore al lavoro nella città umbra tra criticità e rilancio
Il nuovo procuratore della procura Terni, Antonio Laronga, ha assunto ufficialmente l’incarico dopo il giuramento al palazzo di Giustizia, sottolineando fin dal primo giorno la volontà di radicarsi nella città e di lavorare quotidianamente al fianco della comunità. L’insediamento, avvenuto all’unanimità dopo la nomina del Csm, segna l’avvio di una fase che il magistrato definisce di “presenza costante e servizio diretto al territorio”. Accanto a lui, nella prima uscita pubblica, la sostituta Elena Neri, che ha guidato l’ufficio negli ultimi mesi.
Laronga ha evidenziato come l’organico dei magistrati sia finalmente completo grazie all’arrivo di due nuovi sostituti, mentre resta critica la situazione del personale amministrativo, con una scopertura superiore al 20%. Una carenza che pesa sul funzionamento quotidiano dell’ufficio, nonostante la presenza – rara tra le procure italiane – di un dirigente amministrativo, figura ritenuta essenziale per garantire efficienza e continuità.
Molto meno soddisfacente, secondo il procuratore, è la condizione della sede di Palazzo Gazzoli, dove la procura opera in spazi ritenuti inadeguati. Laronga ha parlato apertamente di ambienti angusti, bui, in alcuni casi deteriorati, e di una targa d’ingresso in stato di abbandono. Un quadro che, a suo giudizio, rischia di trasmettere ai cittadini un’immagine distorta della giustizia: «Un’istituzione così centrale non può essere mortificata da condizioni strutturali che non le rendono onore». Il procuratore ha richiamato la necessità di interventi urgenti e di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni proprietarie dell’immobile.
Sul fronte della sicurezza, Laronga porta con sé un’esperienza maturata in territori complessi, in particolare nel foggiano, dove la criminalità organizzata è una presenza radicata. In Umbria, spiega, non risultano organizzazioni mafiose autoctone, ma il rischio di infiltrazioni resta concreto: gruppi esterni possono inserirsi nei circuiti economici locali attraverso prestanomi e professionisti compiacenti, operando in modo silenzioso e senza clamore. Per questo invita a una vigilanza collettiva: «La barriera contro la criminalità non la costruiscono solo procura e forze dell’ordine, ma anche una società civile consapevole e pronta a reagire».
A Terni, i reati che più preoccupano la popolazione restano i furti in abitazione, le truffe ai danni delle persone fragili e lo spaccio di droga. Laronga assicura un impegno totale su questi fronti, ribadendo l’autonomia e l’indipendenza dell’ufficio da ogni possibile pressione esterna. La collaborazione con avvocatura, forze di polizia e istituzioni sarà costante, ma le decisioni – afferma – saranno prese “con la nostra testa”, nel pieno rispetto del ruolo della magistratura.
Quanto ai rapporti con il Comune, Laronga non ha ancora incontrato il sindaco Stefano Bandecchi, ma ha chiarito che ogni procedimento, compreso quello che lo riguarda e che approderà in aula il 22 gennaio, sarà trattato come un processo qualunque, senza eccezioni né attenzioni particolari. La terzietà dell’ufficio, ha ribadito, è un valore irrinunciabile.
Con un approccio diretto e un forte richiamo alla responsabilità collettiva, il nuovo procuratore apre così una fase che punta a rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini, valorizzando la funzione della giustizia e affrontando con decisione le criticità ancora presenti nella città umbra.

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