Trapianto riuscito al Bambino Gesù, commosso il web
Un Natale diverso, carico di emozione e speranza, quello vissuto da Pietro, bambino perugino di otto anni che dopo un anno e mezzo trascorso nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha ricevuto il dono più atteso: un cuore nuovo. Il video in cui una dottoressa gli annuncia che è finalmente arrivato l’organo compatibile per il trapianto ha fatto il giro del web, commuovendo migliaia di persone.
Pietro è stato operato il 20 dicembre e il 24, vigilia di Natale, è stato risvegliato. In quel momento – riporta il Messaggero Umbria di oggi – ha potuto guardare negli occhi la mamma, Simona, e il papà, Carlo Alberto. Un incontro carico di lacrime e sorrisi, che ha trasformato la vigilia in una festa indimenticabile. «Ci ha dato forza a tutti – racconta il padre – è stato un regalo enorme, per noi e per chi gli vuole bene».
Originaria di Perugia, la famiglia vive ormai da oltre un anno e mezzo all’interno dell’ospedale romano, diventato una seconda casa. Pietro, nonostante la lunga degenza, non ha mai smesso di studiare grazie alla scuola in ospedale, mantenendo il passo con i compagni di classe rimasti in Umbria. «È un leone – racconta ancora il papà – ha sempre affrontato tutto con serenità e determinazione».
A Perugia vive la sorellina di 12 anni, affidata ai nonni durante questo lungo periodo di ricovero. L’incontro tra i due è previsto nei prossimi giorni, probabilmente per la Befana, anche solo attraverso il vetro del reparto, nel rispetto delle precauzioni sanitarie.
La storia clinica di Pietro è stata particolarmente complessa. A causa della sua patologia cardiaca e dei precedenti interventi subiti, il bambino aveva sviluppato una forte sensibilizzazione del sistema immunitario che rendeva di fatto impossibile il trapianto. Per superare questo ostacolo, i medici hanno utilizzato per la prima volta in ambito pediatrico un nuovo farmaco in grado di agire sulle cellule della memoria immunitaria, riducendo il numero di anticorpi e consentendo così l’intervento salvavita.
Nell’agosto dello scorso anno, durante un’operazione, Pietro aveva avuto una grave complicanza che aveva compromesso in modo irreversibile cuore e rene. Da allora aveva vissuto con un cuore artificiale permanente, il Berlin Heart, affrontando lunghi mesi di terapia intensiva, dialisi e cure altamente specialistiche. Il trapianto rappresentava l’unica possibilità di salvezza.
Pietro è attualmente ricoverato nell’unità di Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica del Bambino Gesù, diretta dal dottor Luca Di Chiara. Le sue condizioni sono monitorate costantemente e il decorso post-operatorio procede secondo le aspettative.
Nel racconto della famiglia non manca un pensiero rivolto ai donatori. «Sono gesti enormi – sottolinea Carlo Alberto – che danno speranza a chi soffre. È difficile trovare le parole giuste per ringraziare».
Ora, con un cuore nuovo che batte nel petto, Pietro guarda al futuro con la stessa passione di sempre: l’amore per la natura, i puzzle, i viaggi immaginari e le auto storiche che condivide con il papà. Un futuro che, dopo tanta attesa, ha finalmente ricominciato a correre.

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