Ordine e continuità in Fic, l’ordinaria gestione a Quaglino
L’abbraccio del canottaggio italiano e internazionale alla memoria di Davide Tizzano ha assunto, nella giornata odierna, i contorni di una partecipazione corale e profondamente commossa. Atleti azzurri di ieri e di oggi, tecnici, dirigenti delle società, rappresentanti dei Comitati e delle Delegazioni regionali, insieme ai vertici delle federazioni remiere straniere e di altre federazioni sportive nazionali, hanno voluto testimoniare in modo compatto il proprio legame con il presidente federale, scomparso prematuramente lunedì sera dopo una vita segnata da risultati di eccellenza in ogni ambito in cui è stato chiamato a operare.
La Federazione Italiana Canottaggio descrive una partecipazione al lutto senza precedenti, alimentata da migliaia di messaggi giunti alle caselle di posta federali e rilanciati attraverso i canali social ufficiali, segno tangibile di un affetto che travalica ruoli, colori sociali e confini geografici. In questo clima di dolore condiviso, il Consiglio federale si stringe ancora una volta attorno alla famiglia di Tizzano, sottolineando quanto la sua figura abbia rappresentato un punto di riferimento umano e professionale per l’intero movimento remiero.
Divenuto presidente federale nel 2024 dopo una lunga esperienza da dirigente e protagonista del canottaggio azzurro, Tizzano aveva impostato sin dal primo anno di mandato una linea chiara di rilancio e di consolidamento del settore, puntando su progettualità di medio-lungo periodo, valorizzazione delle strutture territoriali e cura dei vivai giovanili. La sua storia di campione olimpico, con due ori conquistati nel quattro di coppia a Seul 1988 e nel due di coppia ad Atlanta 1996, aveva contribuito a renderlo una figura autorevole e ascoltata, capace di parlare allo stesso modo agli atleti esordienti e ai dirigenti più esperti.
Nel messaggio di ringraziamento diffuso in queste ore, la Federazione esprime una riconoscenza esplicita verso quanti, a ogni livello, stanno manifestando vicinanza alla “famiglia remiera”, riconoscendo nel lutto per Tizzano non solo la perdita di un presidente, ma quella di un uomo che ha saputo coniugare competenza, passione e senso delle istituzioni sportive. La commozione che attraversa il canottaggio italiano si accompagna così alla volontà di non disperdere il patrimonio di idee e di relazioni costruito nel corso della sua carriera, sia in barca sia nelle stanze della governance federale.
Il Consiglio federale rimarca, in questa fase, la scelta di proseguire lungo il tracciato segnato da Tizzano, assumendo l’impegno di dare continuità ai progetti avviati nel primo anno di presidenza, con particolare attenzione alle infrastrutture remiere, allo sviluppo dei centri federali e alla promozione del canottaggio nelle scuole e sui territori. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il dolore in responsabilità condivisa, mantenendo il livello di ambizione sportiva e organizzativa che Tizzano aveva posto come standard minimo per il quadriennio olimpico.
Sul piano istituzionale, la Federazione richiama l’articolo 41 dello Statuto, che disciplina la fase di transizione al verificarsi di eventi che impediscano al presidente di proseguire il proprio mandato, indicando tempi e modalità per la convocazione dell’assemblea elettiva. In tale cornice normativa, la gestione dell’ordinaria amministrazione viene affidata al vicepresidente vicario Fabrizio Quaglino, chiamato a garantire continuità operativa, salvaguardia degli atti indifferibili e corretta preparazione del percorso che porterà al voto entro il termine di tre mesi.
Quaglino, dirigente di lungo corso e già protagonista dell’attività territoriale federale, assume dunque il compito di mantenere il timone della struttura centrale, assicurando che programmi sportivi, attività delle squadre nazionali, rapporti con le società e interlocuzioni istituzionali proseguano senza interruzioni. In questa prospettiva, la fase di transizione viene presentata non come una sospensione, ma come un passaggio di responsabilità nel segno della stabilità, con il Consiglio federale compatto attorno a un orizzonte comune: preservare e sviluppare il lavoro tracciato da Tizzano per il canottaggio italiano.
La Federazione ribadisce infine che l’assemblea elettiva, da convocare secondo le previsioni statutarie, avrà il compito di individuare la figura chiamata a raccogliere l’eredità del presidente scomparso, in un contesto in cui la memoria personale e sportiva di Tizzano resterà riferimento costante. Fino a quel momento, l’intero movimento remiero viene invitato a continuare a lavorare con spirito di squadra, nella consapevolezza che la migliore forma di omaggio al presidente è proseguire con rigore, passione e unità di intenti il progetto di crescita che lui stesso aveva voluto.

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