Bilancio Orvieto, ok a manovra e atti collegati tra divisioni
Con otto voti favorevoli e quattro contrari il consiglio comunale di Orvieto ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028, archiviando una seduta concentrata sui saldi di equilibrio e sulle priorità di spesa dell’ente. A sostenere la manovra sono stati il sindaco Roberta Tardani e i consiglieri Olimpieri, Moscetti e Celentano di Civitas, Melone e Mandolini di Fratelli d’Italia, Fontanieri della Lega e Gialletti di Forza Italia, mentre si sono espressi contro Croce e Giovannini del Partito democratico, Palazzetti di Proposta Civica e Di Loreto del gruppo misto. Il documento, illustrato dall’assessore al Bilancio Piergiorgio Pizzo, conferma l’impianto triennale di programmazione, con l’obiettivo di tenere in sicurezza i conti e accompagnare i cantieri già avviati o in fase di partenza.
La manovra è stata corretta in aula da tre emendamenti presentati dal sindaco Tardani, tutti con parere tecnico positivo, che hanno ricalibrato le risorse senza modificare il quadro generale. Il primo intervento riguarda lo spostamento di fondi verso i lavori di riqualificazione delle aree urbane alle pendici della Rupe e l’ampliamento del cimitero della Capretta, approvato all’unanimità in considerazione del valore strategico di entrambe le opere per decoro urbano e servizi cimiteriali. Il secondo emendamento, anch’esso approvato senza voti contrari, destina risorse alla sostituzione degli ascensori del parcheggio di Foro Boario, tassello considerato indispensabile per l’accessibilità ai percorsi di risalita verso il centro storico. Il terzo intervento riguarda invece la copertura finanziaria dei lavori pubblici avviati nel 2025, che genereranno impegni di spesa anche nel 2026: su questo punto la maggioranza ha votato compatta con otto sì e l’opposizione si è attestata su quattro no, evidenziando una diversa lettura delle priorità di investimento.
Nel corso del dibattito il consigliere Federico Giovannini (Pd) ha scelto di ritirare l’emendamento che proponeva di vincolare una quota del gettito della tassa di soggiorno per interventi mirati all’accessibilità urbana, ipotesi che aveva aperto un confronto sulle possibili destinazioni delle entrate turistico-ricettive. La scelta di non portare al voto la proposta lascia aperto il tema della ripartizione delle risorse derivanti dall’imposta, che la maggioranza intende utilizzare all’interno del perimetro già delineato dal bilancio.
L’assemblea ha dato il via libera anche a tutti gli atti collegati al bilancio di previsione, completando il pacchetto di deliberazioni necessarie per l’operatività del documento triennale. È stato approvato all’unanimità il programma degli incarichi di collaborazione autonoma, che disciplina l’utilizzo di professionalità esterne, mentre con otto voti favorevoli e quattro contrari sono state confermate le tariffe del canone unico patrimoniale e del canone mercatale. Stesso esito numerico per la conferma delle aliquote Imu 2026, per l’addizionale comunale Irpef e per le tariffe dell’imposta di soggiorno, con la maggioranza che rivendica la continuità del quadro fiscale e l’opposizione che contesta la mancanza di margini di alleggerimento per famiglie e imprese.
Il consiglio comunale ha approvato anche il Documento Unico di Programmazione 2026, che rappresenta la cornice strategica e operativa delle scelte di bilancio, con otto sì e cinque no, a conferma di un confronto politico serrato. Sul Dup è passato l’emendamento proposto dal sindaco Tardani per mettere in sicurezza le risorse destinate al bando di co-progettazione per la gestione dello stadio Muzi, tassello ritenuto centrale per la valorizzazione dell’impianto sportivo cittadino. L’assemblea ha inoltre approvato all’unanimità la revisione ordinaria delle partecipazioni possedute dal Comune nelle società a partecipazione pubblica, adempimento che fotografa lo stato del portafoglio partecipazioni e ne verifica la coerenza con le finalità istituzionali dell’ente. Nel complesso, la seduta consegna all’amministrazione uno strumento di programmazione finanziaria a orizzonte 2026-2028, mentre il confronto politico sull’utilizzo delle risorse e sulle priorità di investimento resta aperto nelle sedi consiliari e nella discussione pubblica.

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