Vandali colpiscono via Baldeschi, ferito uno scorcio simbolo
Un colonnino in travertino, con anima in ferro, che delimita l’accesso alle scalette dell’Acquedotto in via Baldeschi a Perugia è stato ritrovato distrutto ieri mattina dagli agenti della polizia locale, intervenuti sul posto dopo la segnalazione dei residenti. La colonna, parte del sistema di dissuasori che proteggono l’imbocco del percorso pedonale che collega l’area di Porta Sant’Angelo al cuore del centro storico, è stata ridotta in due tronconi, con – come scrive Egle Priolo su Il Messaggero – la sezione superiore staccata e adagiata a terra. Il quadro rilevato dagli operatori della Locale porta a escludere con decisione l’ipotesi di un incidente stradale e a parlare senza esitazioni di atto vandalico.
La strada è a senso unico, stretta, con margini di manovra molto ridotti, e un veicolo, secondo i residenti, avrebbe al massimo potuto urtare il colonnino centrale, non quello laterale ora danneggiato. Da qui la convinzione che, nella notte tra lunedì e martedì, qualcuno abbia deliberatamente preso a calci o colpito a bastonate il pesante elemento in pietra, insistendo finché la vecchia lesione già presente non ha ceduto del tutto. Alcuni abitanti ricordano infatti che proprio quel dissuasore era stato oggetto in passato di interventi di riparazione, con una crepa che veniva monitorata da tempo.
Per motivi di sicurezza, la parte superiore del colonnino è stata rimossa e trasportata via, mentre l’elemento inferiore in travertino è rimasto ancorato al suolo, trasformato in un moncherino potenzialmente pericoloso per pedoni, turisti e residenti. L’area è stata immediatamente delimitata con nastro di segnalazione e un cartello che invita a prestare attenzione e a deviare di pochi passi il percorso per evitare inciampi o cadute lungo le scalette. La zona, che incornicia la suggestiva scalinata dell’Acquedotto e il percorso pensile nato sull’antico tracciato idrico medievale, è considerata uno degli scorci più fotografati e romantici della città, meta quotidiana di visitatori e appassionati di fotografia.
«È un peccato, davvero un peccato», è il commento amaro di un residente che conosce bene il flusso di persone che ogni giorno attraversa questo angolo di Perugia, spesso fermandosi per scattare immagini del viadotto, dei tetti e delle scalinate che scendono verso la zona universitaria. Proprio nei giorni di festa, con il centro storico animato da eventi e presenze turistiche, la visione del colonnino mutilato e dell’area transennata viene percepita come una ferita a un paesaggio urbano che ha nel dialogo tra architettura storica e vita quotidiana uno dei suoi punti di forza.
La distruzione del dissuasore in travertino si tradurrà ora in una nuova spesa per le casse comunali, tra progettazione del ripristino, lavorazione della pietra e reinstallazione della struttura, in un contesto in cui la manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio urbano richiede già risorse consistenti. L’episodio viene letto come l’ennesimo segnale di inciviltà e mancanza di rispetto per i luoghi identitari della città, colpiti non da necessità o incuria ma da un gesto intenzionale che colpisce un elemento tanto piccolo quanto simbolico del paesaggio dell’Acquedotto medievale.
Gli agenti della polizia locale stanno raccogliendo informazioni tra i residenti e valutando la presenza di eventuali telecamere negli immediati dintorni, nel tentativo di ricostruire con precisione la dinamica e l’orario dell’accaduto. In un’area così frequentata, dove il viottolo pensile dell’Acquedotto funge da collegamento quotidiano tra quartieri, l’auspicio è che eventuali testimoni o immagini possano fornire elementi utili per individuare i responsabili e scoraggiare future azioni di vandalismo.

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