Perugia e la comunità ricordano Mosci con affetto e commozione sincera
Lutto a Perugia –
Perugia si stringe con affetto sincero attorno a Loretta Bastianini e a Flavia, madre e figlia dell’architetto Fabrizio Mosci, scomparso a soli 51 anni e descritto da tutti come uomo di rara umanità e profondo amore per la sua città. Un malore improvviso lo ha colto mentre era in viaggio e, nonostante la corsa all’ospedale Santa Maria della Misericordia, ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile, lasciando la comunità attonita di fronte a una perdita avvertita come ingiusta e prematura. La notizia, diffusasi nella serata del 18 dicembre 2025, ha generato un’ondata di messaggi di cordoglio, ricordi e fotografie sui social, segno di un legame umano costruito nel tempo con amici, colleghi, rionali e semplici cittadini.
Chi lo ha conosciuto ricorda innanzitutto la sua gentilezza innata, unita a una cortese ironia che alleggeriva anche le discussioni più impegnative. Il suo sorriso, raccontato come “immancabile”, sapeva essere sincero, a volte ironico e scanzonato, soprattutto quando commentava le vicende politiche cittadine, offrendo chiavi di lettura mai banali ma sempre rispettose delle persone. Nei confronti diretti, Mosci non arretrava di fronte alle divergenze, difendendo con fermezza le proprie idee, ma senza scadere nell’offesa, con quella misura che amici e colleghi indicano come il tratto più riconoscibile del suo carattere.
Sul piano pubblico la sua figura è legata a un impegno civico costante e concreto. Per anni è stato dipendente del Comune di Perugia, al servizio dei gruppi consiliari e dell’esecutivo, contribuendo da tecnico e da osservatore attento alla vita amministrativa cittadina. Nel precedente mandato aveva collaborato in particolare con l’allora assessore alla cultura Leonardo Varasano, oggi consigliere comunale, che lo rappresenterà in maniera straordinaria durante le esequie indossando la fascia tricolore, a testimonianza di un legame professionale e umano riconosciuto dall’intera amministrazione.
Accanto al lavoro istituzionale, Mosci viveva con intensità il tessuto storico dei rioni. Fiero Alfiere del Magnifico Rione di Porta Eburnea, era presenza costante nelle iniziative rionali e nelle attività legate alla rievocazione e all’identità cittadina, contribuendo a dare volto e voce a una Perugia che si riconosce nelle sue comunità di quartiere. Alla partecipazione di Porta Eburnea si è aggiunta quella del Magnifico Rione di Porta San Pietro, che ha espresso le più sentite condoglianze alla famiglia e al rione “fratello”, riconoscendo in Mosci un amico e un punto di riferimento per l’intero mondo rionale.
Profondo è anche il dolore di Perugia 1416, che lo definisce una presenza “sempre presente e vicina”, ricordandolo come caro amico, parte integrante di una comunità che va oltre i ruoli ufficiali. Il messaggio dell’associazione, dalla presidente a tutti i soci, parla di un affetto che non si limita al gesto formale del cordoglio, ma che riconosce nel suo modo di esserci – discreto, disponibile, costante – un dono per l’intera realtà cittadina. Le parole rivolte alla famiglia, ai rionali e a chiunque gli abbia voluto bene insistono sull’idea che il suo ricordo resterà vivo in ogni momento condiviso e in ogni iniziativa in cui la sua presenza si era fatta sentire.
Dal fronte politico è arrivato un saluto intenso dal coordinamento comunale di Fratelli d’Italia Città di Perugia, dai consiglieri comunali, dai dirigenti e dagli amici che lo hanno conosciuto nel quotidiano impegno civico. Il messaggio, che parla di “scatti di generosità e passione civica” per la sua Perugia e per la sua Umbria, è un ringraziamento ideale a “Fabry” per il contributo dato alla città, al di là delle appartenenze, con il suo stile personale fatto di serietà e dedizione. Un sentimento analogo è stato espresso da numerose figure istituzionali, da Andrea Romizi a rappresentanti regionali e comunali, che hanno ricordato la sua affidabilità e la disponibilità nel lavoro svolto durante le giunte di centrodestra.
Nelle ore successive alla sua scomparsa sono riemersi numerosi ricordi di vita quotidiana: cene recenti, progetti condivisi, discussioni sulla città e sulla politica, momenti di convivialità che oggi assumono il sapore di un’eredità affettiva. Solo poche settimane prima del malore, Mosci aveva partecipato a incontri e iniziative con amici e colleghi, senza che nulla lasciasse presagire la brusca interruzione del suo percorso. Chi lo saluta oggi sottolinea il suo entusiasmo nell’affrontare le sfide, la serietà con cui viveva ogni impegno, lo sguardo curioso e attento sulla società e sulla comunità perugina, capace di coglierne complessità e bellezza.
La sua morte improvvisa diventa anche un monito sulla fragilità della vita, descritta da molti come un filo che può spezzarsi in qualunque momento. In più di un messaggio si sottolinea come il suo esempio inviti a non sprecare tempo in tensioni inutili e conflitti sterili, ma a coltivare rispetto, umanità e gesti di vicinanza concreta. Il dolore per la sua perdita si accompagna alla gratitudine per il dono che la sua vita è stata per la comunità: un invito implicito a esporsi senza paura, a non nascondersi, a custodire la memoria di chi ha saputo donare autenticità e presenza reale
I funerali si terranno domani, sabato 20 dicembre alle ore 10:00 nella chiesa di San Filippo Neri, in via dei Priori, nel centro storico di Perugia. Il corteo funebre partirà alle 9:30 dalla Casa Funeraria IFAS Passeri per accompagnare la salma verso la chiesa, dove saranno celebrate le esequie prima della tumulazione nel Cimitero di Perugia. Alla cerimonia sono attesi rappresentanti dell’amministrazione comunale, tra cui il consigliere Varasano con fascia tricolore, delegazioni dei rioni, esponenti del mondo associativo, amici e cittadini, in un ultimo saluto collettivo a chi viene descritto come “amico di vera compagnia, consigliere presente e saggio, professionista onesto”.
La città, oggi in lutto, si prepara così a rendere omaggio a un uomo che molti definiscono “amico di vera compagnia, consigliere presente e saggio, professionista onesto”, consapevole che il segno lasciato da Fabrizio Mosci continuerà a vivere nel ricordo collettivo e nei gesti quotidiani di chi, guardando al suo esempio, sceglierà di amare Perugia almeno quanto l’ha amata lui.

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