Corso Garibaldi chiede futuro tra memoria e comunità

Corso Garibaldi chiede futuro tra memoria e comunità

Installazioni e proposte per salvare il quartiere storico

Corso Garibaldi

Il cuore popolare di Corso Garibaldi torna protagonista con un appello diretto al Comune e alla cittadinanza. Il collettivo Espressioni Impressioni e l’associazione Assogaribaldi Aps, insieme a residenti e commercianti, hanno chiuso il festival “T’Immagini” con un’installazione urbana che ha trasformato le saracinesche abbassate in tele artistiche, simbolo di un quartiere che rischia di spegnersi.

La riflessione nasce dal titolo stesso della manifestazione, che ha celebrato i 130 anni del cinematografo con una mostra collettiva alla Sala Miliocchi: “T’Immagini se Corso Garibaldi tornasse a vivere?”. Una domanda che diventa invito a immaginare botteghe riaperte, spazi di socialità, servizi di prossimità e un tessuto comunitario capace di resistere alla pressione della speculazione immobiliare.

Il quartiere, storicamente multiculturale e intrecciato con l’Università per Stranieri, è oggi minacciato dalla trasformazione di botteghe in miniappartamenti e B&B, con affitti fuori portata per studenti e famiglie. Gli organizzatori chiedono misure concrete: vincoli urbanistici per salvaguardare le attività di vicinato, limiti agli affitti brevi, incentivi fiscali per chi mantiene canoni equi e riapre negozi, oltre al coinvolgimento delle associazioni nella definizione dei bisogni.

La giunta guidata da Vittoria Ferdinandi viene sollecitata a scegliere tra una città viva e una vetrina svuotata. “Rigenerare non significa solo ristrutturare muri, ma ricostruire relazioni”, sottolineano i promotori, che ringraziano l’architetto Manlio Valentino Maltese per aver sintetizzato le istanze del quartiere.

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