Crisi Unicoop Etruria, opposizione chiede chiarimenti urgenti

Crisi Unicoop Etruria, opposizione chiede chiarimenti urgenti

Vertici aziendali e sindacati convocati in Commissione regionale

Perugia, 3 dicembre 2025 – I consiglieri regionali di opposizione hanno sollecitato con forza la convocazione immediata della Seconda Commissione consiliare per affrontare la situazione di Unicoop Etruria, nata dalla fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno. La richiesta è indirizzata ai vertici aziendali, alle organizzazioni sindacali e all’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, affinché vengano chiariti i contorni di un piano industriale che, secondo le informazioni circolate, comporterebbe conseguenze pesantissime sul tessuto sociale ed economico dell’Umbria.

Gli esponenti dell’opposizione sottolineano come la fusione, annunciata già nel dicembre 2024 e formalizzata nel corso del 2025, fosse stata presentata come un processo ordinario di riorganizzazione, privo di rischi per l’occupazione. Tuttavia, i dati emersi nelle ultime settimane raccontano una realtà ben diversa: circa 180 posti di lavoro sarebbero a rischio nelle sedi amministrative di Vignale Riotorto e Castiglione del Lago, mentre per la rete commerciale si prospetta la chiusura di 24 punti vendita, dieci dei quali in Umbria, con un impatto diretto su circa 340 dipendenti.

Tra gli esercizi umbri che potrebbero abbassare le saracinesche figurano Perugia–San Sisto, Bastia Umbra, Tavernelle, Cannara e diversi supermercati della catena Superconti, tra cui Amelia, Perugia via Settevalli, Todi, Acquasparta e due punti vendita a Terni. Una lista che, secondo i consiglieri, rappresenta un colpo durissimo per le comunità locali, già provate da anni di difficoltà economiche e da una progressiva riduzione dei servizi.

La critica rivolta alla Giunta regionale è severa: l’opposizione accusa l’esecutivo di aver mantenuto un atteggiamento silente e di non aver monitorato con la necessaria attenzione gli sviluppi della fusione. Nel febbraio 2025, l’assessore De Rebotti aveva rassicurato l’Aula parlando di “notizie confortanti” e negando l’esistenza di una crisi aziendale. A luglio dello stesso anno, l’Assemblea legislativa aveva approvato all’unanimità una mozione che impegnava la Regione ad aprire un tavolo di confronto con la nuova dirigenza, coinvolgendo sindacati e amministrazioni locali. Secondo l’opposizione, da quel momento non sarebbe stato fatto nulla di concreto. Ora, con l’annuncio delle chiusure e dei licenziamenti, la situazione appare esplosa e ricade interamente sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie. I consiglieri di minoranza chiedono che la Regione intervenga con urgenza, pretendendo chiarezza dall’azienda e mettendo in campo misure concrete per scongiurare la perdita di posti di lavoro e la desertificazione commerciale di interi territori.

La convocazione della Seconda Commissione consiliare, come riporta il comunicato dell’Assemblea legislativa – viene vista come un passaggio indispensabile per ottenere risposte dirette dai vertici di Unicoop Etruria e dai rappresentanti sindacali. L’obiettivo è definire con precisione le prospettive occupazionali, valutare le ricadute territoriali e individuare strumenti di sostegno immediato. L’opposizione ribadisce che non si tratta di una questione politica, ma di una vera emergenza sociale che coinvolge centinaia di famiglie umbre e rischia di compromettere la tenuta economica di intere comunità.

Il tono dei consiglieri è carico di indignazione e di urgenza: “Non è accettabile che la Regione sia rimasta a guardare – affermano – mentre si consumava una trasformazione che oggi si traduce in licenziamenti e chiusure. È necessario che la Giunta si assuma le proprie responsabilità e che l’assessore De Rebotti chiarisca quali azioni intenda intraprendere per difendere i lavoratori e garantire continuità ai servizi”.

La vicenda Unicoop Etruria si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà del settore della grande distribuzione, dove fusioni e riorganizzazioni spesso si traducono in riduzioni di personale e chiusure di punti vendita. In Umbria, il rischio è che intere aree vengano private di presidi commerciali fondamentali, con conseguenze non solo occupazionali ma anche sociali, legate alla vita quotidiana delle comunità.

Il dibattito in Consiglio regionale si preannuncia acceso e destinato a segnare una fase cruciale per la politica economica umbra. L’opposizione chiede risposte immediate, mentre i lavoratori attendono certezze sul proprio futuro. La convocazione della Commissione rappresenta dunque un banco di prova per la Regione, chiamata a dimostrare di saper affrontare una crisi che non può più essere ignorata.

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