Disagi senza fine sui treni umbri, pendolari allo stremo [VIDEO]

Disagi senza fine sui treni umbri, pendolari allo stremo

Ritardi all’alba e lunedì nero: Comitati in rivolta

La giornata di ieri ha segnato un nuovo capitolo nella lunga serie di disagi che sta mettendo a dura prova i pendolari umbri. Dopo il caos di lunedì, con rientri notturni fino a sei ore oltre il previsto, anche ieri mattina i treni diretti verso Roma hanno accumulato ritardi consistenti, alimentando la frustrazione degli utenti che ogni giorno raggiungono la Capitale per lavoro o studio.

Secondo le segnalazioni del Coordinamento dei Comitati dei Pendolari umbri, almeno tre convogli sono stati instradati sulla linea lenta già dalle prime ore del mattino, causando slittamenti fra i 25 e i 30 minuti. Le testimonianze raccolte sulla pagina social “Vita da Pendolari in Umbria” descrivono un esordio di settimana segnato da ritardi continui, soppressioni e comunicazioni tardive che hanno reso movimentati anche gli spostamenti più brevi.

Particolarmente critica la situazione del treno 4097 Terontola–Roma Termini, che avrebbe dovuto arrivare nella Capitale alle 8.07 ma che, come altri convogli, è stato rallentato dall’ennesimo instradamento sulla rete convenzionale. Disagi anche per il regionale 4565 Foligno–Roma Termini, frequentato da viaggiatori provenienti da Foligno, Spoleto e Terni.

Il caos del 1° dicembre si è protratto fino all’alba del giorno successivo. Solo alle 1.30 Rete Ferroviaria Italiana ha comunicato il completo ripristino della circolazione sull’Alta Velocità Roma–Firenze, rallentata per ore a causa di un guasto alla linea elettrica fra Gallese e Orte. I ritardi hanno raggiunto i 150 minuti, con regionali cancellati o limitati e viaggiatori costretti a cambi di programma in piena notte.

Il bilancio riportato dal monitoraggio “Il Tardaviaggio”, pubblicato dai comitati dei pendolari, è eloquente: ventuno treni sono arrivati con ritardi fra i 70 e oltre 100 minuti, con un picco massimo di 171 minuti. Undici le corse cancellate, in parte o totalmente. Fra gli episodi più significativi, il regionale 4734 Roma Termini–Perugia, arrivato a Fontivegge con 171 minuti di ritardo, e il regionale 4110 Roma–Firenze, partito già con oltre due ore di scarto e giunto a destinazione con lo stesso ritardo.

Situazione ancora più critica per il treno delle 17.00 Roma–Foligno, protagonista della disavventura più clamorosa: fermato alle porte di Orte, è stato fatto tornare indietro fino a Roma Tiburtina a causa del guasto sulla direttissima, prima di ripartire—con nuovo numero e senza contabilizzare il ritardo accumulato—sulla linea lenta. Il convoglio è arrivato a Terni poco prima delle 23.00. Secondo i pendolari a bordo, durante il “viaggio al contrario” i passaggi dei treni ad Alta Velocità hanno provocato forti oscillazioni, ritenute pericolose al punto da richiedere, secondo il Comitato, un’indagine della magistratura.

Il Comitato spontaneo “Vita da Pendolari in Umbria” denuncia un quadro ormai fuori controllo. Dopo l’audizione del 24 novembre presso la Seconda Commissione Trasporti della Regione Umbria, durante la quale erano state illustrate criticità strutturali e richieste misure urgenti, il nuovo episodio conferma—secondo i rappresentanti dei viaggiatori—che non si tratta di casi isolati, ma di un sistema “al collasso”.

Gli utenti contestano l’assenza di comunicazioni tempestive, la gestione ritenuta inadeguata dei guasti e dei percorsi alternativi, il sovraffollamento e l’impossibilità di pianificare la giornata lavorativa. I pendolari chiedono un intervento immediato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per verificare il rispetto degli obblighi di servizio pubblico, applicare eventuali penalità e aprire un confronto stabile con i comitati.

«Non chiediamo privilegi, ma il diritto alla mobilità», affermano. Il Comitato annuncia che continuerà a documentare ritardi, cancellazioni e testimonianze, invitando le istituzioni regionali e nazionali a prendere posizione di fronte a una crisi che condiziona la vita quotidiana di migliaia di cittadini.

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