Foto rubate online, barista perugina vittima di abusi digitali

Foto rubate online, barista perugina vittima di abusi digitali

Quattro denunce per fermare falsi profili e fotomontaggi hard

Una giovane barista di Perugia, 28 anni, è finita al centro di una vicenda segnata dalla sottrazione e manipolazione delle sue fotografie personali, diffuse in rete senza consenso. In diciotto mesi la donna ha presentato quattro denunce alla polizia postale, dopo aver scoperto la creazione di profili falsi e fotomontaggi a sfondo sessuale che la ritraevano.

L’indagine, ricostruita attraverso le segnalazioni della stessa vittima e riportata dal TGR Umbria con firma di Andrea Rossini, evidenzia come un uomo nascosto dietro un alias abbia prelevato immagini dai social della giovane. Quelle fotografie, modificate con strumenti di intelligenza artificiale e inserite in scatti di altre persone, sono state diffuse su siti per adulti e persino su piattaforme di incontri. Una pratica che, oltre a violare la sua riservatezza, rischiava di farle attribuire comportamenti mai avuti.

La barista, nel tentativo di fermare l’autore, aveva inizialmente chiesto che cessasse la pubblicazione. L’uomo, invece di interrompere, avrebbe intensificato le condivisioni, rendendo i fotomontaggi ancora più realistici e diffondendoli con maggiore frequenza. Secondo quanto emerge dalle denunce, questa escalation ha inciso in maniera profonda sulla vita personale e pubblica della giovane.

Sul piano emotivo, la 28enne ha raccontato di aver vissuto sentimenti di rabbia e di umiliazione, aggravati dalla percezione di una giustizia lenta nell’affrontare episodi simili. Per fronteggiare il disagio ha cercato supporto psicologico, così da gestire le conseguenze legate alla perdita di controllo sulla propria immagine.

Il caso, che rientra nei fenomeni di abusi digitali sempre più frequenti, mette in luce le difficoltà di tutela di fronte a un uso illecito di strumenti tecnologici capaci di generare contenuti falsi ma verosimili. La donna auspica che l’attenzione crescente sul tema contribuisca a una risposta istituzionale più rapida e incisiva.

Le quattro denunce depositate rappresentano per lei un percorso di difesa e resistenza, ma al tempo stesso un messaggio chiaro sulla necessità di maggiori tutele per chi si trova vittima di manipolazioni della propria identità digitale.

(come scrive Andrea Rossini sul sito della Tgr Umbria)

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