Legalità e trasparenza al centro delle graduatorie regionali
Il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) torna a richiamare l’attenzione sulla gestione delle case popolari, sottolineando come queste strutture debbano rimanere un diritto per chi vive reali difficoltà, senza diventare un rifugio per chi non rispetta la legge. Arcudi fa riferimento alle recenti dichiarazioni dell’assessore Fabio Barcaioli, che ha ipotizzato possibili modifiche alla normativa regionale dopo le esclusioni dalle graduatorie legate a violazioni dei criteri vigenti.
“Quelle regole, incluso il requisito dell’incensuratezza, furono introdotte proprio per garantire trasparenza, equità e sicurezza sociale, proteggendo chi attende correttamente in graduatoria”, spiega Arcudi. Il consigliere aggiunge che le emergenze sociali devono essere affrontate con strumenti adeguati, ma mai sacrificando la legalità. “Le case popolari non possono essere assegnate a chi ha commesso reati: la legalità è la base per costruire comunità solidali, difendere i più deboli significa anche tutelare chi rispetta le regole da anni”, osserva.
Arcudi sottolinea come sia preoccupante che l’assessore Barcaioli, appartenente allo stesso partito dell’eurodeputata Salis, nota per aver difeso occupazioni di immobili, sembri oggi seguire una linea politica simile. “Il governo regionale deve scegliere la coerenza e la legalità, non scorciatoie che indeboliscono i criteri di garanzia”, aggiunge.
Secondo Arcudi, le priorità dovrebbero includere maggiori controlli sulle graduatorie, interventi di recupero e manutenzione degli alloggi vuoti e tempi più rapidi per le assegnazioni. “Chi governa non può oscillare tra annunci e retromarce: la coerenza si misura nella capacità di coniugare il diritto alla casa con il rispetto delle regole”, conclude.

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