Fontivegge, zona rossa rafforza sicurezza e riduce reati del 23%, parla Prisco

Fontivegge, zona rossa rafforza sicurezza e riduce reati del 23%

Controlli intensificati e interventi mirati nella stazione di Perugia

Nel pomeriggio di oggi, il Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha visitato a Perugia l’area intorno alla stazione ferroviaria di Fontivegge, accompagnato dal Prefetto e dai vertici provinciali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. L’incontro ha avuto l’obiettivo di ringraziare direttamente le Forze dell’Ordine coinvolte nei servizi straordinari di controllo attivati con la creazione della cosiddetta “zona rossa” a vigilanza rafforzata, iniziata il 16 giugno e tuttora in corso.

 

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La misura ha rappresentato un segno tangibile della presenza dello Stato in un contesto urbano considerato particolarmente delicato, confermando la validità della strategia per il consolidamento della sicurezza pubblica. La metà del periodo di riferimento ha già evidenziato risultati significativi: grazie all’impiego combinato di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, è stata rilevata una riduzione della delittuosità nella zona, con effetti positivi sull’intera città.

Nel dettaglio, il monitoraggio condotto dal 16 giugno al 30 luglio ha previsto l’impiego di 512 operatori delle Forze dell’Ordine, supportati da 60 agenti della Polizia Municipale. Durante i servizi di controllo sono state complessivamente identificate 1.981 persone, di cui 938 straniere, e sottoposti a verifica 949 veicoli. L’attività ha inoltre registrato 23 persone denunciate, 10 ordini di allontanamento emessi, inclusa l’espulsione di un cittadino extracomunitario ritenuto pericoloso. Non sono mancati numerosi interventi per uso personale di sostanze stupefacenti. Parallelamente, sono stati portati avanti con successo numerosi provvedimenti di espulsione nei confronti di cittadini extracomunitari irregolari.

Questi risultati si inseriscono in un quadro più ampio di miglioramento della sicurezza urbana, con una diminuzione complessiva dei reati in città del 23%, dato confermato dal Ministero dell’Interno. Il trend positivo riflette le iniziative varate dal Governo Meloni e dal Parlamento, che hanno potenziato gli strumenti normativi destinati a combattere la criminalità con maggiore efficacia.

L’emergere di fenomeni di degrado urbano e la diffusione della percezione di insicurezza richiedono un’azione coordinata oltre ai controlli. In quest’ottica, lo Stato ha già avviato una collaborazione con il Comune di Perugia per intensificare i controlli sugli immobili, prevedere norme più rigide per la chiusura di attività commerciali a rischio e rafforzare i programmi di riqualificazione sociale e urbana.

Prisco ha sottolineato come solo una strategia integrata tra istituzioni possa rispondere adeguatamente alle legittime richieste di sicurezza da parte dei cittadini. Le Forze dell’Ordine restano impegnate in prima linea per garantire protezione e interventi tempestivi, ricordando che il loro dovere è ascoltare e agire al fianco della società civile.

La prostituzione su strada

Nel quartiere di Fontivegge a Perugia, la prostituzione su strada è oggetto di particolare attenzione e contrasto da parte delle autorità nel 2025. Il Comune ha riattivato una specifica ordinanza, valida dal 16 giugno al 31 ottobre, che vieta di intrattenersi con persone dedite al meretricio se queste assumono comportamenti finalizzati all’adescamento o si trovano in strada con abiti o atteggiamenti espliciti volti a favorire la prostituzione. Il divieto si applica anche alla salita su veicoli per contrattare prestazioni sessuali e alla fermata prolungata con tali intenti.

Questa ordinanza riguarda diverse vie sensibili di Fontivegge, tra cui via Settevalli, via Dottori, via Nuvolari, viale del Percorso Verde, via Campo di Marte e altre. Le violazioni comportano sanzioni amministrative fino a 450 euro. La misura fa parte di un pacchetto di interventi coordinati con la Prefettura e le Forze dell’Ordine, che includono anche restrizioni sul consumo e la vendita di alcolici in contenitori di vetro o lattina nelle stesse aree.

Queste iniziative intendono presidiare la sicurezza urbana e ridurre il degrado, in un’area notoriamente critica per fenomeni legati a prostituzione e consumo di alcol che influenzano la percezione di insicurezza nelle comunità locali. Le Forze dell’Ordine sono infatti impegnate a monitorare attentamente tali zone per garantire il rispetto delle ordinanze e migliorare la vivibilità del quartiere.

In sintesi, la prostituzione a Fontivegge è contrastata attraverso misure restrittive su comportamenti, spostamenti e sostegni logistici, inserite in un quadro di sicurezza rafforzata che coinvolge anche altre problematiche urbane rilevanti.

Queste informazioni si integrano con il quadro generale delle attività straordinarie di controllo già descritte per la “zona rossa” di Fontivegge, volte a ridurre la criminalità e i fenomeni di degrado in città.

  • Recentemente, nel 2025, sono state sospese attività commerciali a Fontivegge per gravi violazioni igienico-sanitarie e normative di sicurezza sul lavoro, con titolari denunciati e sanzionati pesantemente.

  • Sempre nel 2025, un uomo di 63 anni è morto improvvisamente nei pressi della fermata bus a Fontivegge, un evento tragico che ha colpito la comunità locale.

  • Nel 2025 si è svolta anche una maxi operazione di polizia con retata ad alto impatto per contrastare fenomeni criminali nel quartiere.

  • Ci sono stati episodi di violenza, come una rissa nel 2025 con cinque arresti in flagranza di reato a Fontivegge.

  • Incidenti stradali gravi con pedoni feriti sono stati segnalati nei pressi della stazione in anni recenti, con lesioni anche alla testa e altri traumi.

1 Commento

  1. Contestualmente va azzerata l’immigrazione clandestina e va incrementato il rimpatrio di tutti coloro che delinquono (spaccio, furti, violenza, prostituzione, ecc.). Occorre il “pugno duro”, non possiamo abbandonare aree delle Città in mano ai delinquenti, siano essi italiani o immigrati clandestini. I Cittadini hanno il “diritto” di vivere senza la paura di trovarsi in situazioni pericolose.

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