Documento consegnato alla presidente Proietti
Il Protocollo regionale unitario per garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose negli appalti pubblici in Umbria, redatto dalle categorie della Uil, ha ricevuto il pieno appoggio dell’Assemblea legislativa regionale. A sottoscriverlo sono stati tutti i capigruppo consiliari, sia di centrosinistra che di centrodestra. Il documento, presentato nei giorni precedenti, è stato ufficialmente consegnato alla presidente della Regione Stefania Proietti, consolidando un percorso che mira a introdurre misure concrete e condivise per contrastare le criticità del settore.
Il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari, ha espresso profonda soddisfazione per il risultato ottenuto e per i confronti avuti con tutti i gruppi politici. Secondo quanto evidenziato, la sicurezza sul lavoro rappresenta un tema che unisce e supera ogni divisione ideologica, sottolineando come si debba agire collettivamente per promuovere una cultura della legalità e della tutela dei lavoratori.
Dopo la pausa estiva, la Uil auspica che il Protocollo possa essere esaminato nel dibattito consiliare e tradotto in atti concreti attraverso la Seconda commissione consiliare regionale, competente in materia di lavoro. L’obiettivo è avviare una discussione aperta e partecipata con tutte le parti sociali, le associazioni datoriali e le istituzioni coinvolte. La Uil ha ribadito la sua piena disponibilità al dialogo e ha annunciato che a settembre riprenderà la campagna nazionale “Zero morti sul lavoro”, affiancata da un’importante iniziativa che vedrà protagonista anche la struttura nazionale del sindacato.
Il Protocollo propone specifiche azioni da intraprendere, tra cui l’obbligo per la Regione, in qualità di stazione appaltante, di effettuare incontri preventivi per analizzare i bandi prima della pubblicazione. Centrale è l’applicazione dei contratti collettivi nazionali e integrativi, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale. Viene evidenziato come il fenomeno del dumping contrattuale debba essere affrontato con decisione, mentre per il settore edile si propone l’obbligatorietà dell’iscrizione alla Cassa edile.
Il documento introduce la clausola sociale come elemento vincolante per tutte le stazioni appaltanti, con l’intento di favorire la continuità occupazionale e il riassorbimento del personale. Si richiede inoltre il superamento del criterio del massimo ribasso, da sostituire con quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di preservare la qualità del lavoro e le garanzie dei lavoratori.
Tra le misure indicate, il Protocollo include un argine all’uso eccessivo del subappalto, che può portare alla frammentazione delle responsabilità e alla riduzione delle tutele previdenziali e lavorative. Particolare importanza è attribuita alla tracciabilità nei cantieri, considerata presidio di legalità e regolarità contributiva, attraverso l’inserimento nei capitolati d’appalto dell’obbligo di applicare le procedure del “Cantiere trasparente”. Ogni intervento deve essere monitorato, regolamentato e gestito da lavoratori informati, tutelati, formati e adeguatamente retribuiti.
Il Protocollo insiste sulla trasparenza, la lotta alle infiltrazioni criminali, la regolarità contributiva e il rispetto dei tempi di pagamento delle retribuzioni, indicandoli come elementi imprescindibili per la qualità del lavoro pubblico. In tale direzione, la Uil Umbria richiama l’impegno delle istituzioni regionali affinché le disposizioni contenute nel documento trovino concreta attuazione.
Infine, Molinari ha auspicato che anche altri enti locali, a partire dai Comuni dell’Umbria, possano adottare il Protocollo, rendendo possibile l’estensione delle tutele a livello territoriale. L’auspicio è che da settembre si possa aprire una discussione concreta nei consessi istituzionali, avviando un percorso inclusivo che metta al centro il benessere dei lavoratori e la qualità del sistema degli appalti.

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