Gravissima caduta in gravidanza muore bimbo, aperta indagine a Terni

Assicuratore condannato per truffa milionaria ai clienti

Ipotesi di reato: interruzione volontaria di gravidanza

Gravissima caduta in gravidanza – È stato aperto questa mattina dalla Procura di Terni il fascicolo d’indagine relativo alla vicenda della donna di 31 anni, di origine albanese, precipitata dalla finestra del suo appartamento in via Sardegna nella mattinata di domenica. La donna, che si trovava al nono mese di gravidanza, è attualmente ricoverata in condizioni critiche nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Santa Maria” di Terni. I sanitari, nella giornata di ieri, hanno tentato invano di salvare il feto, deceduto poco dopo il ricovero.

La Procura ha proceduto con l’apertura formale del fascicolo sulla base delle prime informazioni raccolte dalla Squadra Mobile, che ha trasmesso agli uffici giudiziari una relazione preliminare. Il procuratore capo Andrea Claudiani e il sostituto procuratore Marco Stramaglia hanno avviato l’iter previsto per consentire il corretto svolgimento delle indagini, iscrivendo la trentunenne nel registro degli indagati.

L’ipotesi di reato è quella di interruzione volontaria di gravidanza, configurata come atto dovuto in vista dell’autopsia sul feto. L’indagine ha, al momento, un carattere tecnico-formale e punta a garantire la possibilità di nominare un consulente medico-legale di parte, che assista all’esame autoptico previsto nei prossimi giorni. Il procedimento servirà a chiarire con esattezza le cause della morte del nascituro e valutare l’eventuale sussistenza di profili penalmente rilevanti.

Le condizioni cliniche della donna rimangono critiche. Dopo il violento impatto, è stata trasferita d’urgenza al pronto soccorso e successivamente intubata in terapia intensiva. I medici mantengono una prognosi riservata. La sua caduta, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe avvenuta in un contesto drammatico, su cui si stanno concentrando gli accertamenti investigativi.

Fonti vicine alle indagini hanno confermato che la trentunenne era seguita da tempo dal centro di salute mentale locale, da cui sarebbe stata dimessa appena il giorno prima del fatto, nel pomeriggio di sabato. Un elemento che introduce un ulteriore livello di complessità nella valutazione complessiva dell’episodio, in particolare per quanto riguarda l’aspetto della capacità di intendere e volere della donna al momento del gesto.

La dinamica dell’accaduto, al vaglio della Polizia di Stato, resta oggetto di verifiche. L’abitazione è stata sottoposta a rilievi da parte della scientifica e gli investigatori stanno ascoltando testimoni e vicini per ricostruire l’ultima giornata della donna prima della caduta. Al momento, non sono emersi elementi di responsabilità esterne, ma le indagini restano aperte su ogni possibile sviluppo.

L’iscrizione della donna nel registro degli indagati non implica un giudizio di colpevolezza, ma rappresenta un passaggio procedurale necessario per consentire la piena tutela delle garanzie difensive, soprattutto in vista dell’accertamento medico-legale. Sarà infatti l’esito dell’autopsia, congiuntamente agli approfondimenti investigativi, a fornire elementi utili per comprendere se vi siano state condotte penalmente rilevanti.

Il caso ha suscitato un forte impatto nella comunità locale, colpita dalla gravità dell’evento e dalle sue implicazioni. I magistrati e le forze dell’ordine proseguono l’attività istruttoria con il massimo riserbo, in attesa degli sviluppi legati all’esame autoptico e al quadro clinico della donna. L’autorità giudiziaria valuterà successivamente eventuali nuove ipotesi di reato o la possibile archiviazione del procedimento, in base agli elementi che emergeranno nelle prossime settimane.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*