Perugia celebra il XX Giugno [Foto Gallery] tra storia e memoria

Perugia celebra il XX Giugno tra storia e memoria
ph. TommyB

Cerimonie e discorso della sindaca nel segno della libertà

Di Tommaso Benedetti

Perugia celebra il XX Giugno – Perugia ha rinnovato nel 2025 le tradizionali celebrazioni del XX giugno, una data centrale per la storia e l’identità della città. Le commemorazioni sono iniziate nel Borgo Bello con la deposizione di corone d’alloro al monumento dedicato ai caduti del XX giugno 1859, alla lapide che ricorda l’ingresso delle truppe alleate nel 1944 presso la Fondazione Agraria, e infine al poligono di tiro, luogo della memoria dei patrioti fucilati dai nazi-fascisti nello stesso anno.

La cerimonia è proseguita con l’accensione della fiamma, ad opera dei vigili del fuoco, sulla sommità del monumento del XX giugno situato all’ingresso dei giardini del Frontone. Qui la sindaca Vittoria Ferdinandi ha preso la parola, rivolgendo il proprio discorso alle autorità civili, militari e a una nutrita rappresentanza di cittadini e associazioni. Tra i presenti, oltre alla prima cittadina, figuravano l’onorevole Emma Pavanelli, la presidente della Regione Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori, la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, il presidente della Provincia Michele Presciutti, la presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa, assessori e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Erano inoltre presenti rappresentanti di associazioni combattentistiche, d’arma e di altre realtà associative locali. I bambini della scuola XX giugno, accompagnati dalle insegnanti, hanno partecipato con canti e l’inno nazionale.

Nel suo intervento, la sindaca Ferdinandi ha sottolineato il valore di questo giorno per Perugia, definendo la città “una realtà che ricorda e che resiste.” Ha evidenziato come il XX giugno non sia semplicemente una data da ricordare, ma un momento di profonda identità e responsabilità collettiva. Due sono stati i passaggi storici fondamentali: il 20 giugno 1859, nel periodo cruciale del Risorgimento italiano, e il 20 giugno 1944, quando la città venne liberata dall’occupazione nazifascista.

Perugia celebra il XX Giugno

Nel 1859 Perugia si trovava sotto il dominio dello Stato Pontificio, un regime caratterizzato da potere autoritario e leggi religiose, con il dissenso represso. Tuttavia, idee di libertà, unità e autodeterminazione iniziavano a circolare tra giovani, intellettuali, operai, artigiani e donne, che contribuivano, anche se indirettamente, al fermento patriottico. La rivolta del 20 giugno di quell’anno fu una sollevazione popolare contro un potere non scelto, una lotta coraggiosa che venne però soffocata nel sangue dalle truppe svizzere inviate dal Papa. Il sacrificio dei cittadini, tuttavia, non fu vano: il gesto di ribellione divenne un simbolo fondativo del Risorgimento e un segno di rifiuto dell’oppressione.

La sindaca ha ricordato che quel giorno Perugia segnò una svolta verso la laicità, opponendosi al dominio politico basato sul potere religioso e aprendo la strada alla cittadinanza attiva.

Nel 1944, invece, il XX giugno rappresentò il giorno della liberazione della città dall’occupazione nazi-fascista. Un momento atteso, frutto di lotta silenziosa ma determinata tra partigiani, cittadini e forze alleate. La città, ferita da fame, rastrellamenti e bombardamenti, non si era mai arresa. L’antifascismo a Perugia fu un impegno concreto, che si manifestò nelle azioni quotidiane di molte persone: staffette partigiane, rifugiati nascosti, giovani in montagna e contadini solidali.

Perugia celebra il XX Giugno

La liberazione del 1944 contribuì in modo significativo alla nascita dell’Italia repubblicana, frutto di una resistenza che non era solo militare ma anche civile e morale.

Questi due momenti, distanti nel tempo, sono uniti dalla comune lotta per la libertà contro ogni forma di oppressione e dalla volontà di non cedere all’autoritarismo. La figura del Grifo, simbolo della città, è stata evocata come emblema di questa resistenza indomita.

La sindaca ha evidenziato come questa storia di ribellione vada interpretata non solo come un fatto storico ma come un insegnamento attuale, basato sullo spirito civico, cioè su un sentimento di appartenenza collettiva e di responsabilità verso il bene comune. Il concetto di “civismo” include cittadinanza, comunità, diritti e doveri, e rappresenta il legame che unisce la città in nome del “noi”.

È stato richiamato il valore della laicità, intesa non come mero principio giuridico, ma come condizione fondamentale per la convivenza civile. La laicità permette infatti di vivere insieme nel rispetto delle differenze di fede, pensiero e cultura, evitando imposizioni dogmatiche o visioni uniche. La sindaca ha evidenziato come questa pratica sia fondamentale nella vita quotidiana, nelle scuole, nelle istituzioni e nella politica, che deve puntare a coesione piuttosto che a divisioni o slogan.

Nel giorno dedicato anche alla Giornata mondiale del rifugiato, è stato sottolineato il legame tra la memoria storica e l’impegno attuale per accogliere chi fugge da guerre e persecuzioni, riaffermando l’apertura e il cosmopolitismo come tratti caratteristici di Perugia.

Ferdinandi ha avvertito il rischio che l’erosione delle libertà civili, attraverso populismi e repressioni del dissenso, possa minacciare la democrazia. Ha ricordato la necessità di una cittadinanza attiva, capace di resistere quotidianamente alle forme moderne di oppressione e di costruire un tessuto sociale fondato sull’inclusione e la giustizia sociale.

La sindaca ha concluso ringraziando tutte le persone che contribuiscono quotidianamente a tenere viva la memoria della Resistenza, da chi lavora nelle scuole, agli operatori sociali, ai volontari impegnati nell’accoglienza, a chi difende i diritti civili e si impegna per il benessere comune.

Dopo il discorso, le celebrazioni sono proseguite al Cimitero Monumentale con la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti e la visita alle tombe di partigiani e figure rilevanti della città, con ulteriori omaggi floreali.

La cerimonia si è conclusa in Piazza Puletti, davanti alla sede dell’Università per Stranieri, con la posa di una corona d’alloro in memoria delle vittime dei genocidi, un momento di riflessione che ha sottolineato la portata universale del ricordo e dell’impegno contro ogni forma di oppressione.

Le celebrazioni del XX giugno 2025 hanno così riaffermato il ruolo di Perugia come città che non solo custodisce la propria memoria storica, ma che continua a interpretare quei valori di libertà, resistenza e inclusione come base essenziale per la vita civile contemporanea.

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