Humans of Research: dodici volti per la ricerca a Perugia

Humans of Research: dodici volti per la ricerca a Perugia

La mostra di Marco Giugliarelli inaugura a Palazzo della Penna

PERUGIA 6-03-2026- L’universo della scienza si spoglia dei suoi camici bianchi per rivelare l’identità profonda di chi abita i laboratori e le università. Venerdì 6 marzo 2026, la Sala Apollo di Palazzo della Penna ha ospitato il debutto di Humans of Research, un’esposizione fotografica che trasforma i protagonisti della conoscenza in soggetti narrativi carichi di umanità. Il progetto, sostenuto dal Comune di Perugia con il supporto tecnico di Macchine Celibi, nasce dalla visione del fotografo Marco Giugliarelli e dall’ideazione di Psiquadro. Fino al 19 aprile 2026, i visitatori potranno esplorare un percorso che mette a nudo dodici carriere d’eccellenza, decostruendo l’immagine classica dello scienziato per restituire un ritratto fatto di sguardi, dubbi e quotidianità, come riferisce il comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune di Perugia.

La fotografia come ponte tra vita e scienza

L’esposizione si distacca volutamente dalla retorica celebrativa per immergersi nella realtà schietta dei ricercatori. Gli scatti di Giugliarelli non immortalano semplici pose professionali, ma cercano di rispondere a un interrogativo visivo sulla reale identità delle persone ritratte. Insieme alle immagini, i testi curati dal giornalista Francesco Aiello offrono una chiave di lettura letteraria e poetica. Ogni intervista si è trasformata in un incontro autentico, capace di far emergere le inquietudini notturne, le passioni civili e le intuizioni improvvise che rendono la ricerca un percorso non lineare. Pertanto, la mostra diventa uno spazio di ascolto dove la voce della scienza parla il linguaggio delle emozioni e della resistenza intellettuale.

Il valore civile della cultura nel contesto attuale

Durante l’inaugurazione, la sindaca Vittoria Ferdinandi ha evidenziato come l’investimento nei saperi rappresenti oggi un atto politico fondamentale contro la normalizzazione della violenza e del conflitto. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla sopraffazione, soffermarsi sul volto umano dei ricercatori significa riconoscere il valore della dignità e dei diritti di chi produce sapere. Allo stesso tempo, il vicesindaco Marco Pierini ha sottolineato la complessità simbolica dello sguardo di Giugliarelli, capace di catturare una continuità temporale che lega indissolubilmente la carriera scientifica agli affetti e alla normalità dei singoli. Di conseguenza, Palazzo della Penna si conferma un laboratorio di sperimentazione dove la fotografia documentaria diventa patrimonio collettivo e spunto di riflessione sociale.

Un viaggio interdisciplinare tra eccellenze europee

Il progetto riunisce dodici figure di spicco provenienti da centri accademici e scientifici di respiro internazionale, offrendo un panorama vastissimo delle branche del sapere. Tra i protagonisti troviamo esperti in settori eterogenei: dalla genetica agraria di Emidio Albertini alla vulcanologia di Boris Behncke, passando per l’ecotossicologia marina di Martina Capriotti e le nanotecnologie di Jummi Laishram. Sono coinvolti enti prestigiosi come l’Istituto Ortopedico Rizzoli, il CNR, l’IFOM di Milano e il Joint Research Centre della Commissione Europea. Questa pluralità di competenze dimostra come Humans of Research riesca a connettere ambiti distanti come l’etica, l’ingegneria chimica e le relazioni internazionali sotto un unico denominatore comune: l’impegno per un futuro più consapevole.

Dallo spazio urbano alla dimensione museale

Nato nel 2021 come esperimento di comunicazione diffusa nelle piazze, il format evolve oggi in una dimensione più intima e riflessiva. Se la prima edizione mirava a sorprendere i passanti nel caos cittadino, l’approdo a Palazzo della Penna favorisce la sosta e l’approfondimento. Irene Biagini, presidente di Psiquadro, ha ricordato con orgoglio le radici perugine di questa impresa creativa, capace di esportare modelli narrativi a livello europeo. Il curatore Leonardo Alfonsi ha infine ribadito che la comunicazione della ricerca non può prescindere dall’ascolto dei suoi attori principali. In definitiva, la mostra non solo celebra il progresso, ma rivendica il diritto alla fragilità e all’umanità di chi, ogni giorno, sposta più avanti i confini del conosciuto attraverso il metodo e l’intuizione.

I video

 

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