Aveva materiale per esplosivi e legami con siti jihadisti
Terrorismo internazionale – Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti di un cittadino italiano di 24 anni, residente nella provincia di Perugia, accusato di autoaddestramento con finalità di terrorismo anche internazionale. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato perugina, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Perugia.
Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Perugia, guidata dal procuratore capo Raffaele Cantone, al termine di un’articolata attività investigativa che ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico del giovane, fino ad allora incensurato.
L’indagine è nata da una segnalazione della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, che ha operato in stretta collaborazione con l’FBI nell’ambito di un progetto congiunto volto a individuare soggetti presenti sul territorio italiano che accedono abitualmente a siti web collegati ad ambienti dell’estremismo jihadista. Questi portali, secondo quanto ricostruito, sono noti per diffondere contenuti di propaganda, effettuare proselitismo, attività di reclutamento e fornire istruzioni per la fabbricazione di ordigni esplosivi.
Terrorismo internazionale
Nel corso degli accertamenti, gli investigatori sono riusciti a risalire a un indirizzo IP attivo nella provincia di Perugia, riconducibile al 24enne arrestato. A settembre 2024, a seguito di tali risultanze, gli agenti della Digos hanno effettuato una perquisizione presso l’abitazione del giovane, durante la quale sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi dispositivi elettronici contenenti migliaia di file.
Il materiale acquisito comprendeva manuali per la realizzazione di armi e bombe, istruzioni per la produzione di polvere pirica, nonché altri contenuti che evidenziano un percorso di radicalizzazione in corso. Le analisi hanno anche permesso di documentare il tentativo del giovane di assemblare un dispositivo esplosivo artigianale, attraverso la manipolazione di un artificio pirotecnico comune, con l’obiettivo di aumentarne l’effetto lesivo.
Tutti questi elementi sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Perugia, che ha valutato sussistenti i requisiti per la richiesta di una misura restrittiva della libertà personale, considerata la pericolosità sociale del soggetto e la gravità delle condotte contestate.
Il G.I.P. ha accolto la richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, ritenendo presenti gravi indizi di colpevolezza e valutando il rischio concreto di ulteriori condotte criminose. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata quindi eseguita dal personale della Digos di Perugia, che ha provveduto al trasferimento dell’uomo presso la casa circondariale di Capanne.
Il procuratore Raffaele Cantone, a capo della Procura perugina, ha coordinato tutte le fasi dell’attività istruttoria, portata avanti con il contributo costante degli agenti della Polizia di Stato e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, garantendo un’attenta supervisione investigativa.
L’operazione si inserisce in un contesto di prevenzione avanzata contro i fenomeni di terrorismo di matrice religiosa, in particolare nelle sue forme più recenti, dove la radicalizzazione individuale avviene in rete, lontano da circuiti tradizionali di reclutamento.
La presenza di una struttura internazionale di scambio informativo tra le forze di polizia e i servizi di sicurezza, come dimostrato dalla cooperazione con l’FBI, ha permesso un tempestivo intervento investigativo e ha contribuito a evitare possibili sviluppi pericolosi.
Il 24enne era riuscito a eludere ogni precedente rilevamento investigativo, in quanto non aveva precedenti penali né risultava legato a contesti già monitorati. Il caso conferma l’emergere di profili solitari, autonomamente motivati, che attraverso il web acquisiscono competenze e ideologie estremiste, rappresentando una delle sfide più complesse per le attività di contrasto al terrorismo.
L’individuazione del soggetto e la documentazione della sua attività di autoaddestramento rappresentano un esempio della capacità di intercettazione preventiva da parte delle autorità di pubblica sicurezza, in un momento storico in cui il confine tra radicalizzazione e passaggio all’azione violenta si è fatto particolarmente sottile.
Le indagini proseguono per verificare l’eventuale esistenza di contatti o collegamenti con altri soggetti attivi in Italia o all’estero, anche attraverso l’analisi approfondita del materiale informatico sequestrato.
La misura cautelare è stata eseguita senza incidenti. L’uomo si trova attualmente recluso presso il carcere di Perugia Capanne, in attesa dei successivi sviluppi giudiziari.
“Complimenti alla Polizia di Stato per l’operazione condotta oggi a Perugia, che ha portato all’arresto di un soggetto ritenuto un pericoloso estremista islamico, in possesso di materiali finalizzati alla fabbricazione di ordigni esplosivi grazie alla norme del nuovo decreto sicurezza.”
“Si tratta di un risultato importante, frutto di indagini complesse e di altissima professionalità investigativa, che conferma ancora una volta l’efficacia e la prontezza del nostro sistema di sicurezza e prevenzione antiterrorismo”.
Lo dichiara il Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Emanuele Prisco, a commento dell’operazione.

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