Sanità umbra, Fp Cgil: “Servono programmazione e risorse”

Neonato morto dopo il parto, 22 operatori sanitari coinvolti

Fp Cgil denuncia criticità e chiede riforme strutturali urgenti

La Fp Cgil Umbria, insieme alle articolazioni territoriali di Perugia e Usl Umbria 2, lancia un allarme sulla tenuta del sistema sanitario territoriale della regione, evidenziando gravi problematiche strutturali e chiedendo un radicale mutamento nell’approccio organizzativo. Secondo quanto segnalato dalla sigla sindacale, il modello attualmente in vigore risulta inadeguato a fronteggiare le trasformazioni demografiche e sanitarie in atto, e si fonda su interventi emergenziali, privi di una strategia chiara e condivisa.

Al centro della denuncia, avanzata dalle segretarie generali Desirèe Marchetti e Donatella Renga, ci sono la crescente fragilità della popolazione, l’insufficienza dei servizi di prossimità e le difficoltà operative degli operatori sanitari. In Umbria, si evidenzia un costante aumento degli over 65, con conseguente diffusione di malattie croniche e degenerative che impongono un nuovo assetto dei servizi. A questa evoluzione epidemiologica si aggiunge un progressivo indebolimento della rete sociale, che rende complicato, in molte famiglie, assicurare la presenza di una figura di supporto come il caregiver.

Nel contesto attuale, infermieri e operatori sanitari si trovano a gestire situazioni sempre più complesse, spesso senza strumenti adeguati. Le criticità aumentano nei territori periferici, dove l’orografia e la dispersione abitativa ostacolano l’organizzazione di una rete capillare ed efficiente. I Centri di salute sono spesso sotto pressione: devono rispondere a una pluralità di richieste, sia ambulatoriali che domiciliari, e garantire copertura anche in sedi sprovviste di personale fisso. La moltiplicazione delle prestazioni richieste comporta un carico sempre maggiore, sia in termini numerici che di difficoltà dei casi da trattare, con un impatto significativo sulla tenuta psicofisica degli operatori.

Un ambito particolarmente critico è rappresentato dall’assistenza ai minori con disabilità gravi. Questi pazienti necessitano di cure altamente specializzate e continuative, che impongono aggiornamento costante e presenza di personale qualificato. Tuttavia, secondo la Fp Cgil, l’attuale organizzazione non consente di rispondere efficacemente a tali esigenze, mettendo in difficoltà sia i professionisti che le famiglie coinvolte.

La sigla sindacale richiama l’attenzione sul DM 77/2022, che stabilisce le linee guida per il potenziamento della sanità territoriale e l’integrazione dei servizi ospedalieri e domiciliari. Tuttavia, l’applicazione di tali principi, in Umbria, viene ritenuta insufficiente. Manca una reale pianificazione, fondata sull’analisi dei bisogni locali e sulla partecipazione attiva del personale sanitario. La Fp Cgil sottolinea l’importanza di coinvolgere gli operatori nei processi decisionali e di assicurare fondi e strumenti idonei per migliorare concretamente i servizi.

Secondo quanto emerso dall’analisi del sindacato, le criticità non derivano soltanto da una carenza di risorse, ma da una visione frammentata e centralistica, che ha portato a decisioni “calate dall’alto” e spesso disallineate rispetto alla realtà del territorio. Questo approccio ha determinato una gestione d’emergenza che, nel lungo periodo, rischia di compromettere ulteriormente l’efficacia dell’intero sistema sanitario regionale.

La situazione è resa ancora più urgente dalla difficoltà nel reperire nuove figure professionali, a causa della crescente pressione lavorativa e del clima di disillusione che si registra in molti contesti sanitari pubblici. Il personale attualmente in servizio, secondo la Fp Cgil, opera spesso in condizioni di sovraccarico emotivo, con turni intensi e responsabilità elevate, senza un adeguato supporto organizzativo.

Inoltre, il sindacato evidenzia che l’assistenza sanitaria di prossimità rappresenta uno strumento fondamentale per garantire equità e tempestività nelle cure, specialmente nelle zone più isolate della regione. Tuttavia, in assenza di investimenti strutturali, questo modello rischia di restare inapplicato o di funzionare solo a macchia di leopardo.

Il quadro delineato dalla Fp Cgil conferma l’urgenza di riforme profonde e condivise, orientate a una reale sostenibilità del sistema sanitario umbro. Per far fronte alle nuove esigenze della popolazione e garantire un servizio efficace ed equo, occorre superare l’approccio emergenziale e attuare una strategia di lungo periodo, capace di valorizzare le professionalità esistenti e di colmare le lacune territoriali.

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