Venti amministratori locali firmato un appello per ritirare la proposta fiscale
Venti sindaci e amministratori locali di centrodestra hanno sottoscritto un appello rivolto al presidente di Anci Umbria, Federico Gori, chiedendo di fermare la manovra fiscale della Giunta Proietti. Il gruppo di amministratori esprime forte contrarietà agli aumenti delle imposte regionali, in particolare sull’Irpef e sulla tassa automobilistica.
L’appello è stato formalizzato dopo un incontro con la Regione, avvenuto lo scorso giovedì, che secondo i firmatari non ha chiarito adeguatamente l’esistenza di un eventuale deficit delle aziende sanitarie umbre per il 2024. Gli amministratori, nel documento, sottolineano che non sono stati forniti dettagli concreti sulla situazione finanziaria che giustificherebbero un ulteriore aumento fiscale.
“L’incontro non ha dato risposte certe sul deficit e sulla sua entità”, affermano i sindaci, aggiungendo che le motivazioni presentate per sostenere gli aumenti fiscali sono “vaghe” e “poco convincenti”. Tra le giustificazioni addotte dalla Regione, infatti, si è parlato di spese per case popolari, alloggi per studenti, trasporto pubblico e ciclo dei rifiuti. Tuttavia, gli amministratori lamentano la mancanza di documenti ufficiali su cui basare una valutazione seria e approfondita della situazione.
Secondo i sindaci, non è accettabile che la politica regionale si basi su “fumose dichiarazioni” e su materiali informativi insufficienti, come comunicati stampa e post sui social. “Non possiamo accettare una situazione in cui le nostre comunità vengono messe a rischio da decisioni fiscali poco trasparenti”, è scritto nell’appello. Gli amministratori locali dichiarano di essere pronti a difendere i diritti dei cittadini umbri e di voler contrastare qualsiasi incremento delle addizionali regionali e delle tasse automobilistiche, ritenendo che tali misure siano ingiustificate e penalizzanti.
Per esprimere la propria protesta, i sindaci hanno annunciato una manifestazione pubblica che si terrà il prossimo 1 aprile alle 15.30 in Piazza Italia a Perugia. L’iniziativa vedrà la partecipazione delle fasce tricolori, con i sindaci che si schiereranno in piazza per sollecitare la Regione a fare marcia indietro sulla proposta fiscale.
I firmatari dell’appello includono i sindaci di Foligno, Norcia, Todi, Castel Ritaldi, Gualdo Cattaneo, Sellano, Cannara, Valfabbrica, Citerna, Stroncone, Polino, Tuoro sul Trasimeno, Umbertide, Torgiano, Giano, Deruta, Porano, Orvieto, Nocera Umbra e San Gemini. Il gruppo ha deciso di farsi sentire anche con azioni simboliche, come quella programmata martedì, quando i sindaci si presenteranno con le fasce tricolori davanti al Palazzo della Regione.
Nel frattempo, i consiglieri regionali di centrodestra stanno continuando la loro occupazione dell’Aula di Palazzo Cesaroni, come segno di protesta contro la manovra fiscale. L’occupazione si protrarrà fino a quando non si otterranno risposte più chiare e concrete dalla Giunta regionale, che continua a mantenere una posizione difensiva sulla questione.
L’iniziativa di protesta dei sindaci di centrodestra si inserisce nel dibattito che ormai da settimane infiamma il panorama politico regionale. La Giunta Proietti, infatti, è sotto pressione da parte di numerosi amministratori locali che accusano la Regione di prendere decisioni senza un confronto adeguato con i territori e senza una visione chiara delle implicazioni fiscali. La proposta di aumentare l’Irpef e le tasse automobilistiche non è vista di buon occhio da un ampio fronte di sindaci, che temono che questi aumenti possano gravare ulteriormente sulle famiglie e sulle imprese locali, già provate da una lunga crisi economica.
La risposta della Regione è ancora incerta, ma il fronte di opposizione sembra determinato a proseguire la battaglia, chiedendo più trasparenza e un maggior coinvolgimento degli amministratori locali nelle decisioni che riguardano il futuro economico dell’Umbria. La manifestazione in programma a Perugia e le azioni di protesta in aula sono solo l’ultimo capitolo di una tensione che rischia di acuirsi ulteriormente nelle prossime settimane.

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