In Umbria episodi in aumento del 37% rispetto al 2023
L’Azienda ospedaliera di Perugia ha avviato un piano per contrastare l’aumento delle aggressioni agli operatori sanitari, con un incremento del 37% nel 2024 rispetto all’anno precedente. Tra le misure in valutazione vi sono teleallarmi, videosorveglianza e vigilanza armata nei reparti più esposti, tra cui pronto soccorso, psichiatria, ostetricia e pediatria.
Un gruppo di lavoro composto dai responsabili dei reparti e dagli uffici amministrativi dell’ospedale analizzerà nelle prossime settimane l’implementazione di strumenti di sicurezza avanzati, come il braccialetto elettronico per il personale sanitario, in grado di attivare un allarme automatico in caso di movimenti bruschi, segnalando immediatamente l’evento alla centrale operativa e alle forze dell’ordine.
Crescita delle aggressioni
Il fenomeno è in forte aumento in Umbria, come evidenziato dai dati diffusi durante la Giornata nazionale di prevenzione della violenza sugli operatori sanitari, svoltasi a Perugia presso Palazzo Donini. Secondo il Centro regionale per la gestione del rischio sanitario, nel 2023 si erano registrati 152 episodi, di cui l’8% nei pronto soccorso. Nel 2024, i casi sono saliti a 207, coinvolgendo 262 operatori sanitari e segnando un incremento del 46% rispetto all’anno precedente.
Le categorie più colpite
70% delle vittime sono donne
La fascia d’età più colpita è 30-39 anni (86 casi)
Gli infermieri sono le principali vittime (58%), seguiti dai medici (25%) e dagli operatori sociosanitari (9%)
Gli episodi avvengono prevalentemente al mattino (52%) e nei giorni feriali (88%)
Le aggressioni sono verbali nel 76% dei casi, mentre le fisiche rappresentano il 18%
I responsabili sono principalmente pazienti (64%) e caregiver (33%)
I luoghi più colpiti
Le aggressioni si verificano sia in ospedale (60% dei casi) sia nei servizi sanitari territoriali (40%). Le aree ospedaliere più a rischio sono:
Reparti di degenza (42%)
Pronto soccorso (31%)
A livello territoriale, gli episodi avvengono principalmente:
Istituti penitenziari (41%)
Ambulatori (28%)
Interventi istituzionali
Nel suo intervento in videoconferenza, la presidente della Regione Stefania Proietti ha ribadito l’urgenza di un’azione coordinata tra istituzioni e strutture sanitarie: «Gli operatori sanitari devono poter lavorare in sicurezza. La crescita delle aggressioni impone una risposta concreta e continuativa».
Il vicepresidente della Regione Tommaso Bori ha sottolineato la necessità di un monitoraggio costante, evidenziando che tutte le misure individuate saranno integrate nel nuovo Piano sanitario regionale.
L’iniziativa è stata coordinata dalla neo-direttrice della sanità Daniela Donetti, che ha evidenziato l’importanza di un approccio strutturato e condiviso per prevenire ulteriori episodi di violenza.
Possibili sviluppi
Le contromisure individuate potrebbero essere estese ad altre strutture sanitarie umbre, a seconda dei risultati della fase sperimentale. L’implementazione del teleallarme e della sorveglianza potenziata rappresenta un primo passo per garantire maggiore sicurezza a medici, infermieri e operatori sociosanitari, riducendo il rischio di aggressioni nei reparti più critici.

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