Studenti in protesta a UNIPG contro l’industria bellica

Studenti in protesta a UNIPG contro l'industria bellica

Azione dimostrativa contro coinvolgimento di Leonardo e Rheinmetall

Di Tommaso Benedetti

Studenti dell’Università degli Studi di Perugia (UNIPG) hanno manifestato contro la presenza di aziende del settore bellico all’interno dei programmi didattici. L’azione dimostrativa è avvenuta nell’atrio del dipartimento di scienze politiche.

La contestazione riguarda il corso “Sistemi d’intelligence e sicurezza nazionale”, che prevede laboratori e seminari con esperti di Leonardo e Rheinmetall, due importanti aziende europee produttrici di armamenti. Gli studenti esprimono preoccupazione per l’inserimento di tali attività nei percorsi di studio.

Michele Saraceni, coordinatore di Link, ha dichiarato: “Non è solo il corso in sé il problema, ma il fatto che sia un pretesto per aprire le porte dell’università ai principali attori dell’industria bellica”. Gli studenti ritengono che ciò normalizzi e legittimi una visione della guerra come settore di business.

Gli studenti chiedono chiarezza all’ateneo e una presa di posizione. In particolare, richiedono la revoca dell’invito alle aziende del settore bellico. Sostengono che l’università, in quanto membro della rete delle università italiane per la pace, debba agire concretamente per promuovere il disarmo e un sapere indipendente.

Gli studenti criticano l’aumento delle spese militari del 7,3%, a discapito dei finanziamenti all’università pubblica. Chiedono che vengano presi provvedimenti per garantire l’indipendenza della ricerca e della conoscenza. Si oppongono a protocolli d’intesa con aziende che traggono profitto dalla guerra.

La protesta degli studenti di UNIPG evidenzia il dibattito sul ruolo dell’università in relazione all’industria bellica. La richiesta è di un impegno concreto per la pace e il disarmo.

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