Margherita Scoccia nella commissione ministeriale VIA-VAS

Per il PD di Perugia nomina inopportuna

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Margherita Scoccia nella commissione ministeriale VIA-VAS

Margherita Scoccia – Si torna a parlare della nomina di Margherita Scoccia nella Commissione tecnica di valutazione dell’impatto ambientale, costituita in seno al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la quale ha il ruolo di esprimersi in merito alla realizzazione di infrastrutture strategiche per il Paese, tra le quali il ponte sullo Stretto di Messina.

La consigliera comunale, portavoce del centrodestra in Consiglio, esponente di primo piano di Fratelli d’Italia a Perugia, nonché candidata a sindaco e sconfitta alle ultime elezioni di giugno, è stata infatti nominata lo scorso settembre nella suddetta Commissione.

I dubbi circa l’opportunità di questa nomina tornano attuali dopo la trasmissione Rai “Report”, nella puntata andata in onda lo scorso 19 gennaio, nella quale la stessa Consigliera è stata anche intervistata.

Il programma ha posto l’attenzione sul fatto che la Commissione sulla valutazione di impatto ambientale, soggetto che per ovvie ragioni dovrebbe essere terzo e imparziale, è composta interamente da figure direttamente riconducibili ai partiti di centrodestra, molte delle quali ricoprono attualmente incarichi politici e amministrativi a livello locale.

Tra coloro che hanno giovato di questa ultima infornata di nomine vi è, per l’appunto, la consigliera Scoccia.

Appare quanto mai discutibile che la Commissione, chiamata a valutare l’impatto ambientale di infrastrutture strategiche per il Paese, tra cui il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, sia stata utilizzata come camera di compensazione per esponenti politici della destra che non hanno visto confermato il proprio ruolo istituzionale.

Ancora di più lascia perplessi la nomina di Margherita Scoccia, che tutt’ora ricopre la carica di consigliera comunale, quale esponente di spicco dell’opposizione. Una sovrapposizione di ruoli e incarichi, che, nonostante sia possibile per legge, appare inopportuna, dato il ruolo di terzietà ed indipendenza che una Commissione quale quella in questione dovrebbe garantire, almeno per tacere possibili conflitti d’interesse politici che questo doppio ruolo causerebbe in caso di opere che interessino la città di Perugia.

Verrebbe da pensare che le valutazioni di natura puramente tecnica non abbiano avuto grande peso nella scelta dei commissari, ma che il criterio guida sia stato invece quello della vicinanza politica al Governo Meloni.

Ciò è da considerarsi molto grave, soprattutto perché si parla di un’opera di grande impatto ambientale, che, per tipologia, non è stata mai ancora realizzata e che già suscita fortissime perplessità soprattutto in merito ai rischi sismici.

Così in una nota il Pd di Perugia

1 Commento

  1. Nomina inopportuna? Forse. Ma non è un problema perchè quel ponte penso che non si farà in quanto ci sono infrastrutture molto più urgenti e importanti in particolare nell’Italia meridionale.

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