Tra Cielo e Terra: il Telamone del Tempio di Zeus

La mostra, alla Loggia dei Lanari, è stata organizzata dagli studenti del "Bernardino di Betto"

Alla Loggia dei Lanari la mostra "Tra Cielo e Terra"

Tra Cielo e Terra: il Telamone del Tempio di Zeus

Di Tommaso Benedetti

Tra Cielo e Terra – È la monumentale scultura del Telamone il tema portante della mostra “Tra Cielo e Terra” che si è svolta in questi giorni alla Loggia dei Lanari, nel centro storico di Perugia. I lavori esposti sono stati realizzati dai ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo “Bernardino di Betto” guidato dalla dirigente Emanuela Palmieri, più precisamente da tutte le classi della scuola secondaria di primo grado e dalle classi della secondaria di secondo grado, coordinate dai docenti Irene Marotta, Marco Perli e Luca Santanicchia.

“Un progetto che unisce scuola, arte e comunità in un dialogo profondo e significativo e che restituisce il talento e l’impegno di giovani studenti guidati con dedizione dai loro docenti”, ha commentato l’assessora Tizi al momento dell’inaugurazione.

“Il Telamone – ha proseguito – è un simbolo ricco di significati. Questa figura maschile scolpita nell’antichità, utilizzata come elemento architettonico di sostegno, incarna valori profondi: la forza, la resistenza e il sacrificio.

Ma il Telamone è anche una metafora della connessione tra terreno e divino, tra concreto e ideale. Un’immagine che ci ricorda quanto l’essere umano possa farsi tramite tra ciò che è materiale e ciò che è trascendente”. Un tema, secondo Tizi, che si lega al ruolo dell’arte, “il linguaggio che ci permette di esprimere ciò che spesso non riusciamo a dire con le parole, uno strumento che unisce le generazioni, crea ponti tra culture e dà voce a emozioni universali”.

“Attraverso le opere di questi giovani artisti vediamo come l’arte possa creare una potente connessione tra mondi apparentemente lontani: il passato e il presente, la scuola e la comunità, l’individuo e il collettivo”, ha concluso l’assessora.

“La mostra unisce il Liceo Artistico alla Scuola Media ed ha come primo obiettivo quello di ricreare una formazione artistica delle arti figurative che nella scuola italiana sta venendo meno”, ha commentato il Prof. Luca Santanicchia.

“Noi cerchiamo – ha proseguito – dal nostro punto di vista, di ricreare questo asse, tra due ordini di scuola di diversa natura, dimostrando che poi i ragazzi di oggi riescono ad avere linguaggi espressivi forti, che aiutano anche coloro che nella scuola ordinaria hanno anche delle presunte difficoltà”

“Inoltre – conclude – è assurdo che in Italia, patria dell’arte, non ci sia una formazione adeguata a livello artistico, proprio perché siamo la culla dell’arte mondiale e nel nostro piccolo cerchiamo di rilanciare questa peculiarità dell’aspetto italiano.”

“Abbiamo voluto far vivere ai nostri ragazzi l’esperienza artistica, facendogli conoscere da dove nascono le idee, come nasce un’opera d’arte, dove si radica il suo perché”, ha commentato il Prof. Marco Perli

“Da una parte – ha proseguito – c’è una visione che riguarda l’idea, da un’altra c’è la necessità della tecnica. Quindi manualità e ragionamento che viaggiano in parallelo.

“Questi sono argomenti, secondo Perli, che poche volte vengono toccati, ma noi abbiamo deciso di usare l’arte come pretesto; l’arte come strumento per far ragionare i ragazzi attraverso il mondo dell’arte.”

“Abbiamo fatto quindi – conclude – un po’ manbassa tra le idee degli artisti del passato, per far capire loro come si costruiscono i lavori”

“La mostra didattica Tra cielo e terra è stato un viaggio alla scoperta di un capolavoro dell’antichità che unisce arte, mito e ingegno architettonico: il Telamone del Tempio di Zeus ad Agrigento”, ha commentato la Dirigente Palmieri

“Questa scultura monumentale non è solo un elemento architettonico, ma anche una potente metafora visiva che collega il mondo umano a quello divino, unendo idealmente la terra al cielo. Da un lato, esso è radicato nella terra, elemento funzionale e concreto; dall’altro, guarda al cielo, evocando il legame spirituale e mitologico con gli dèi. Questo connubio tra forza fisica e aspirazione spirituale rende il Telamone un simbolo senza tempo, capace di parlare anche a noi, oggi.”

“Questa mostra – ha proseguito – è stata non solo una celebrazione dell’arte antica, ma anche un’occasione educativa per gli studenti. Il Telamone ha offerto, secondo Palmieri, spunti per numerosi percorsi di approfondimenti divenendo una finestra aperta sulla grandezza della civiltà greca, un esempio di come l’arte possa essere allo stesso tempo funzionale e profondamente simbolica. Questo evento ha rappresentato un esempio di come l’arte possa essere uno strumento potente per l’educazione, combinando storia, mito e architettura per stimolare la curiosità e arricchire la comprensione culturale dei partecipanti.”

“In sintesi – conclude – , eventi come questo rappresentano un esempio eccellente di come l’arte e la cultura possano diventare strumenti di educazione innovativi, capaci di unire il piacere della scoperta con un profondo arricchimento intellettuale in quanto questi hanno la capacità di stimolare il pensiero critico, favorire il dialogo e promuovere una comprensione più profonda del nostro patrimonio culturale.”

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