Milan Futuro batte Perugia al Curi: delusione per i tifosi

Sconfitta 2-0 e contestazione: Formisano sotto accusa

Milan Futuro batte Perugia al Curi: delusione per i tifosi

Milan Futuro batte Perugia – Anche il Milan Futuro vince al Curi dove ormai quasi tutte le squadre del campionato sanno di poter raccogliere punti e bel gioco. Poteva essere una giornata di festa con la curva nord, tutto sommato degnamente rappresentata nonostante l’orario delle 12.30 della gara, a festeggiare la intitolazione a “Mimmo” del proprio settore e con il ritorno a Perugia del presidente Faroni osannato dentro la curva stessa prima dell’inizio (ed anche lui festante a scattare foto anche con lo scrivente) ma, con sdegno e vergogna, la bellissima giornata di sole si è trasformata quasi subito in disfatta e commiserazione. Non c’è stata partita. Il Milan Futuro pieno di giovani promesse ed ultimo in classifica ha giocato da grande.

di Jean-Luc Picard

Non solo è andato in vantaggio con una punzione procurata dal difensore Viti al limite dell’area (intervento netto e diretto sull’avversario senza provare minimamente ad intervenire sulla palla) con un tiro deviato e calciato da Alesi al 17′ ma con uno spettacolare gesto tecnico in rovesciata, Zeroli al 26′ siglava un raddoppio che decretava la fine di ogni bella speranza. Senza gioco, senza determinazione da subito, senza pugno duro, e senza allenatore il quale, come da quando siede sulla panchina biancorossa, non ha fatto altro che riempire di scelte inconecipibili e confusionarie la testa e le gambe di tutti coloro che sono stati “costretti”a scendere in campo la squadra si è persa tra i giochi dei baracconi adiacenti allo stadio.

Una squadra, quella biancorossa, ancora una volta cambiata sin dall’inizio nei suoi elementi rispetto alla gara vincente di Ascoli ma stravolta, dallo stesso mister, addirittura dal minuto 39 quando lo stesso midter mandava in campo Lisi e Sylla al posto di Torrasi e Viti. Ancora una volta, la scelta di dover adattare tatticamente il Perugia alla squadra avversaria non ha prodotto altro che perdita di identità.

Cosa, questa, appuntata da mesi al tecnico campano dal tutta la critica ed opinione pubblica al quale, evidentemente, ogni messaggio di questo genere è entrato da un orecchio ed uscito dall’altro senza operare un minimo di considerazione. Ruoli e posizioni in campo che cambiano in cotinuazione nel corso della stessa gara con Giunti, il ragazzo che ha saputo guadagnarsi una maglia da titolare da poco tempo a girare come una pedina degli scacchi anzi come un giocatore del subbuteo tra le varie zone del campo del centrocampo e della difesa. Stessa cosa successa, qualche giornata fa all’altro giovane Seghetti e successa a Cisco, a Bacchin, a Giraudo e ad altri ancora. Tanto che, nella seconda frazione di gioco, in maniera evidente e, finalmente, palese a tutti, ci si augura anche alla nuova dirigenza, la squadra non è riuscita a creare più nulla di concreto e di organizzato ma ha continuato a rischiare l’ennesima segnatura avversaria.

Nulla in più da aggiungere in ordine ad una cronaca che non merita davvero nulla da segnalare sul taccuino del più attento osservatore se non, anche in questo caso, finalmente, la contestazione vibrata, canora e sonora della curva contro l’allenatore Formisano. Alle parole, alle allocuzioni universitarie non sono seguiti i fatti sia in questa stagione che nella scorsa e, per molto ma molto meno, altri allenatori hanno avuto il proprio posto di lavoro avvicendato con altri tecnici. Cosa, questa, incredibilmente non ancora successa a Perugia ma acclamata da una intera tifoseria e, da oggi, anche da qualche giocatore che, altrettanto in maniera evidente, è sembrato manifestarlo con un comportamento visibilmente esausto e stanco di ogni cosa.

Il saluto finale della squadra sotto quella curva che esponeva anche il nuovo striscione dedicato al “vecchio”capo della tifoseria è stato un gesto coraggioso ma, al tempo stesso, increscioso ed è sembrato più un saluto anzi un atto conclusivo che uno scusarsi della indegna prestazione. Soltanto che, davanti ai Grifoni, tra tre giorni, c’è una trasferta a Sassari da affrontare ma, con quale stato d’animo e con quale spogliatoio il Perugia si dirigerà in casa di una delle più forti del campionato? La classifica adesso è impietosa e qualcosa di forte, da parte di Faroni-presidente, urge necessariamente adottare.

Anche per dare un segnale di credibilità anche da parte di questa nuova dirigenza anche prima che lo stesso Presidente parli nella giornata di lunedì. PROMOSSI: Giunti (il solo che si è salvato e che ci ha messo quello che poteva nonostante sia stato spostato sul campo come una palla da flipper), Giraudo e….basta. BOCCIATI: Formisano (no comment) ma anche tutti i giocatori che, comunque, vanno loro sul campo e hanno regalato a Perugia sportiva un’altra giornata da psicoanalisi collettiva

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