Consiglio di Stato conferma chiusura sala scommesse a Perugia
Il Consiglio di Stato ha confermato la chiusura di una sala scommesse situata in via XX settembre n. 47/T a Perugia. La decisione è stata presa a causa della vicinanza della sala a luoghi sensibili, come previsto dalla legge regionale sul gioco del 2014. La normativa vieta l’insediamento di attività di gioco a meno di 500 metri da determinati luoghi sensibili.
Il gestore della sala aveva presentato ricorso contro la chiusura, già imposta nel 2021 dal Tar dell’Umbria. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, ribadendo che i limiti distanziometrici si applicano anche alle agenzie di scommesse, non solo alle sale con apparecchi da gioco.
La ricorrente sosteneva che la norma sulle distanze fosse applicabile esclusivamente alle sale con apparecchi da gioco e non alle sale scommesse. Tuttavia, una precedente sentenza del Consiglio di Stato aveva già chiarito che la distinzione tra sale da gioco e agenzie per le scommesse non esclude l’applicazione dei limiti distanziometrici alle seconde. Di conseguenza, i limiti si applicano anche alle agenzie di scommesse, indipendentemente dal fatto che la legge regionale e il regolamento comunale sembrino riferirsi letteralmente solo alle sale da gioco.
Il Consiglio di Stato ha inoltre affrontato la questione della presunta retroattività della norma. Ha chiarito che la legge regionale ha un effetto di conformazione dell’attività in questione, il che implica che l’autorità amministrativa deve effettuare controlli anche sulle attività in corso. Questo può comportare la revoca dell’autorizzazione o della concessione per sopravvenuta illegittimità, se ne ricorrono i presupposti. Pertanto, non si tratta di applicazione retroattiva delle norme, ma di uniformare l’attività alla disciplina normativa vigente.
In conclusione, la chiusura della sala scommesse di Perugia è stata confermata, in linea con la normativa regionale che impone limiti distanziometrici per le attività di gioco.

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