La consiliatura 2019/2024 chiude con l’ennesimo aumento della TARI
La consiliatura 2019-2024 chiude con l’aumento della TARI del 7%, esordisce la Capogruppo del M5S, Francesca Tizi, sottolineando come gli ultimi cinque anni hanno visto aumenti della TARI che hanno oscillato tra il 10 e il 40%.
Il che significa – continua la consigliera – che se una persona, che vive da sola in una casa di 50 metri quadrati ,paga quasi 60 euro in più rispetto a quattro anni fa, una famiglia di due persone dovrà tirare fuori quasi 30 euro in più rispetto allo scorso anno. Allo stesso modo un elettrauto che svolge la sua attività in un locale di 200 metri registra un incremento della TARI del 7,7%.
Insomma aumenti trasversali e rilevanti. Purtroppo – sottolinea Tizi – gli aumenti si uniscono anche alla diminuzione del servizio: la c.d. sperimentazione portata avanti dalla Gesenu nell’ultimo anno prevede la diminuzione della frequenza della raccolta differenziata e dello spazzamento in alcune zone della città.
Sotto l’aspetto della gestione del sistema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti – incalza Tizi – siamo di fronte al fallimento dell’amministrazione uscente che non è riuscita ad attuare la linea programmatica di mandato n. 8 del Sindaco Romizi che prevedeva la tariffazione c.d. puntuale o corrispettiva ovvero una TARI commisurata alla qualità del rifiuto prodotto.
La Tariffa puntuale è importante anche per far sì che i cittadini pratichino la differenziazione dei rifiuti. I cittadini oggi differenziano, ma ciò nonostante subiscono un aumento della tariffa rifiuti.
I rifiuti non sono ancora visti come una risorsa, ma solo come un qualcosa di cui disfarsi. Se il servizio rifiuti puntasse a sfruttarli come “materie prime seconde” da reintrodurre nel ciclo produttivo, l’intera città potrebbe ricavarne vantaggi ambientali imprenditoriale e un effettivo risparmio in diverse voci di bilancio.

La TARI aumenta e la raccolta dei rifiuti non migliora.