Lgbti, l’Asterisco, della discordia, include e non cancella le identità
Un recente comunicato stampa rilasciato congiuntamente dalla Sinistra Universitaria UDU Perugia e da Omphalos LGBTI ha sollevato diverse questioni riguardo all’uso dell’asterisco durante l’inaugurazione dell’anno accademico presso l’Università degli Studi di Perugia. Le critiche, espresse da figure pubbliche e da un’associazione universitaria di orientamento politico conservatore, hanno sollevato dibattiti su questioni di identità e inclusione.
L’Asterisco della discordia, Azione Universitaria critica la scelta e scoppia la polemica
La dichiarazione congiunta ha respinto le critiche, sottolineando che l’uso dell’asterisco non cerca di cancellare le identità, ma piuttosto mira a promuovere l’inclusione di soggettività che non si identificano nel binarismo di genere. In particolare, è stato respinto il commento del presidente del consiglio regionale Marco Squarta, che ha criticato l’uso dell’asterisco, suggerendo che l’accento sul femminile e sul maschile esalta le individualità, mentre si teme che possa negare l’esistenza di altre identità di genere.
Allo stesso modo, l’associazione universitaria di destra ha ricevuto critiche per aver condannato l’iniziativa come un’azione performativa “politicamente corretta”. La Sinistra Universitaria UDU Perugia ha difeso le azioni di inclusività e parità di genere che hanno portato avanti, tra cui il sostegno all’Umbria Pride e l’apertura di uno sportello antiviolenza in collaborazione con varie associazioni locali. Hanno inoltre ribadito il loro impegno per un ateneo inclusivo e una società che rifletta la diversità e l’uguaglianza.
Gender free e l’asterisco della discordia, “tackle scivolato” di Simone Pillon
Le associazioni studentesche hanno sottolineato l’importanza di continuare a lottare per azioni concrete e un linguaggio che rifletta adeguatamente la realtà in cui si agisce. Sono stati sollevati interrogativi sulle posizioni delle organizzazioni critiche, in particolare sulla mancanza di proposte e di lavoro reale sulle questioni di inclusività. La dichiarazione congiunta ha quindi concluso che la vera rappresentanza studentesca si manifesta attraverso l’impegno costante e reale verso la comunità, e non attraverso polemiche sterili e superficiali.

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