Polemiche sulla creazione di nuovi Centri di permanenza
La premier italiana Giorgia Meloni ha richiesto la creazione di una lista di strutture che dovranno essere trasformate in nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) “nel più breve tempo possibile“. Questa iniziativa ha suscitato polemiche, con il presidente della Toscana, Eugenio Giani, dichiarando che non acconsentirà alla creazione di alcun Cpr nella sua regione.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sta cercando di procedere con la pianificazione dei nuovi Cpr, sottolineando che questa richiesta proviene dall’Europa e che ogni regione dovrà ospitare almeno un Cpr. Tuttavia, i sindacati di polizia hanno espresso preoccupazioni riguardo al prolungamento della permanenza nei Cpr fino a 18 mesi, definendoli “bombe sociali”.
Il Garante dei detenuti, Marco Palma, ha indicato che l’efficacia delle espulsioni non è strettamente correlata alla durata del trattenimento nei Cpr.
Il governatore della Toscana, Eugenio Giani, ha sollevato domande sulla necessità di Cpr come risposta ai flussi migratori, suggerendo di concentrarsi prima sull’integrazione e l’accoglienza dei migranti.
Alcuni altri governatori regionali, come Arno Kompatscher (Alto Adige), Stefano Bonaccini (Emilia-Romagna) e Luca Zaia (Veneto), hanno dichiarato di non essere stati coinvolti nel progetto e hanno chiesto maggiore chiarezza sulle intenzioni del governo.
D’altra parte, Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) ha espresso un parere favorevole sui Cpr, sottolineando la loro efficacia nel garantire rimpatri e sicurezza.
Il governo ha assicurato che i nuovi Cpr verranno situati in luoghi con bassa densità abitativa e facilmente sorvegliabili, come caserme e siti militari, e si prenderà in considerazione una varietà di opzioni. Il Genio militare inizierà i lavori dopo una valutazione di due mesi, e sono stati stanziati 42,5 milioni di euro per questo scopo nell’ultima manovra finanziaria.
Si prevede di individuare circa dieci nuovi siti Cpr, in quanto 12 regioni italiane non ne hanno attualmente uno. Tuttavia, le polemiche e le preoccupazioni riguardo al personale necessario per gestire i Cpr rimangono un problema.

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