Rinviato a giudizio per atti persecutori uomo di 60 anni
E’ stato rinviato a giudizio con rito immediato perché ha continuato a perseguitare la donna, dalla quale doveva stare lontano. Un folignate, accusato di stalking, non ha mai desistito dopo il provvedimento emesso. Il giudizio immediato è stato disposto per il 28 settembre 2023 dal gip Federica Fortunati della Procura di Spoleto.

Dal 19 maggio, giorno della prima denuncia, al 26 maggio, quando è stato eseguito il primo provvedimento cautelare di non avvicinamento e di contatto lui non si è mai fermato. Ha tentato in ogni modo di comunicare con lei. Lo ha fatto anche con il braccialetto elettronico nonostante il divieto di avvicinamento. Il tutto non ha sortito alcuno effetto e lui ha continuato ad utilizzare i social, postando cose che facevano riferimento a lei.
Assistita dall‘avvocato Franco Libori
Lui dopo aver ricevuto la comunicazione del rinvio a giudizio, l’ha cercata usando ogni mezzo come se niente fosse.
Si erano conosciuti a metà del 2021. La loro frequentazione non era stabile ed impegnativa. Si vedevano ogni tanto, uscivano insieme qualche volta, poi passavano dei mesi senza vedersi. Il tutto in maniera sporadica senza un legame fisso, qualche messaggino qua e là, qualche telefonata, ma nulla di preoccupante. Tutto questo nell’arco di un anno e mezzo poi lui a marzo di quest’anno ha cominciato a chiedere di più.
Lei rifiuta la sua richiesta di avere una relazione stabile, ed ecco che comincia il calvario. Un ossessione fatta di telefonate e inseguimenti, controlli continui. Appostamenti sotto casa, ansia, stress e paura hanno costretto la poveretta a rivolgersi alle forze dell’ordine, più di una volta anche nei giorni scorsi.
Il legale del 60enne, Nicola Di Mario, con una nota stampa interviene dicendo: “Dalla lettura di un articolo pubblicato, in data 13.07.2023, da Umbria Journal ed inerente a presunte condotte di atti persecutori attribuiti ad un Dirigente Regionale, ho appreso il riferimento a circostanze storiche inesatte. Ferma la totale estraneità della parte da me rappresentata alle imputazioni elevate a suo carico (ogni verifica di fondatezza della notizia di reato compete, in via esclusiva e nelle sedi deputate, al Tribunale di Spoleto) ritengo doveroso precisare che il mio assistito non ha mai intrattenuto o cercato di instaurare alcun contatto con la persona offesa in epoca successiva alla notifica del decreto di giudizio immeditato. Il rilievo si impone per esigenze di corretta e fedele rappresentazione degli accadimenti occorsi”.

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