Il nuovo codice dei contratti preoccupa la Fillea Cgil

Umbria: possibili rischi per i lavoratori

Il nuovo codice dei contratti preoccupa la Fillea Cgil

Il nuovo codice – La Fillea Cgil dell’Umbria esprime una forte preoccupazione per l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti, avvenuta proprio oggi. Elisabetta Masciarri, segretaria generale del sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni e dell’edilizia, sottolinea i timori riguardo alle possibili storture che potrebbero derivare dalla nuova normativa, con conseguenze negative per chi opera nel settore.

La Fillea Cgil dell’Umbria ha recentemente organizzato a Perugia un importante incontro di studio e approfondimento sulla nuova legge, esternando tutti i timori del sindacato sulle possibile storture della nuova legge, a danno prima di tutto di chi lavora.

“Da una parte il Pnrr e il Fondo Complementare rappresentano delle importanti occasioni per investire sul futuro – afferma Masciarri – ma al tempo stesso, lo slogan fare bene e fare presto può essere compromettente. Dobbiamo fare, sì, ma con senso di responsabilità e grande attenzione al rispetto dei diritti dei lavoratori, sollecitando senza equivoci ed esitazioni la responsabilità sociale delle imprese e delle stesse stazioni appaltanti; e, infine, gettando uno sguardo lungo all’ambiente”.

In particolare, ad allarmare di più il sindacato è la liberalizzazione del “subappalto a cascata“. “Un punto assai controverso del codice – sottolinea Masciarri – perché può generare nel sistema pericolose zone d’ombra, che possono mettere in discussione il principio di legalità e la sicurezza sul lavoro“. La segretaria Fillea ricorda come il 77% degli incidenti sul lavoro si verifichino tra il secondo e terzo livello di subappalto: “Questo ci dà la misura dei rischi di questo meccanismo, utile solo a scaricare sempre di più i costi sulla manodopera e sulla qualità dell’opera da realizzare. Costi che quindi finiscono per gravare su tutta la collettività”.

Altri elementi di criticità sottolineati da Masciarri sono l’affidamento diretto (sotto i 150mila euro) e le procedure negoziate sotto la soglia comunitaria (fino a 5,3 milioni di euro) che in Umbria riguarderanno il 90% delle opere pubbliche: “Anche qui è evidente il rischio di zone d’ombra – commenta la segretaria della Fillea – che potrebbero favorire fenomeni di illegalità e corruzione. Il timore, insomma, è quello di non avere certezza non solo del diritto, ma anche della stabilità del sistema con un aumento di costi diretti ed indiretti per tutta la collettività”, conclude Masciarri.

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