Stupro in disco a Città della Pieve, incidente probatorio per acquisire prove anticipate

Investimento e fuga, cambiò la vita di un ragazzo di 20 anni

Stupro in disco a Città della Pieve, incidente probatorio per acquisire prove anticipate

Il sostituto procuratore Mario Formisano, titolare del fascicolo d’indagine sul presunto stupro alla discoteca di Città della Pieve, vuole sentire con la formula dell’incidente probatorio la ragazza che ha denunciato di essere stata violentata dal 53enne durante la notte tra il 1° e il 2 ottobre. Lo riporta il Messaggero Umbria di oggi in un articolo a firma di Enzo Beretta.

Il pubblico ministero vuole acquisire in via anticipata anche le prove derivanti dalle dichiarazioni di altre tre ragazze che hanno raccontato di essere state palpeggiate in sala da ballo.

Il giudice per le indagini preliminari Piercarlo Frabotta ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare contro l’indagato. Il presunto violentatore si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia.

La difesa ritiene debole il quadro istruttorio e per questo motivo chiede l’annullamento della misura cautelare, oppure una misura meno afflittiva della detenzione dietro le sbarre.

La Procura contesta all’indagato – come riferisce Enzo Beretta sul Messaggero Umbria di oggi – di «aver continuato a offrire altri drink alla giovane che già versava in uno stato palesemente alterato», quindi di un «tentativo di abbraccio» seguito al «pretesto» di portarla nell’ufficio della disco, di «palpeggiamenti» alle parti intime e dell’uomo che «approfittando» del fatto che lei era «scivolata sul pavimento» si getta fisicamente sopra il suo corpo e le «strappa con violenza» gli indumenti. Un abuso continuato più forte della «resistenza» della giovane che prova a «respingerlo con le mani e con i piedi».

La difesa è probabile che opterà per il giudizio abbreviato che consente lo sconto di 1/3 sulla pena.

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