Casette di legno e sisma, botta e risposta tra Marini e Liberati La presidente Marini ha risposto che “le casette di legno realizzate in Umbria a seguito del sisma del ’97 non sono moduli abitativi rimovibili, ma strutture infisse al suolo con una piattaforma in cemento armato e assemblate in opera. Quindi, a differenza degli attuali moduli, non sono smontabili e rimontabili, si può procedere soltanto o alla loro demolizione o al recupero parziale dei materiali. Si tratta di strutture di quasi venti anni e comunque temporanee, transitorie, senza l’obiettivo di durare nel tempo.
Per questo motivo non si è proceduto né a una valutazione dei costi/benefici da smontaggio e rimontaggio. Vorrei precisare che il sistema di gestione delle emergenze è quello della Protezione civile, che nel frattempo ha modificato in maniera sostanziale, positivamente, il sistema di assistenza abitativa alla popolazione colpita da eventi sismici. Una evoluzione legata al sisma dell’Aquila e poi a quello dell’Emilia Romagna.
Attualmente non vengono realizzate costruzioni infisse al suolo, ma soluzioni abitative temporanee, realizzate in modo che al termine della fase di emergenza siano immediatamente rimovibili. Vengono realizzate con moduli prefabbricati, in genere in acciaio e con strutture coibentate.
Non è poi necessario alcun carteggio in quanto, visto che si tratta di una emergenza di livello nazionale, è entrato in funzione direttamente il sistema nazionale ‘Dicomac’, a cui partecipa anche il sistema regionale. È quindi la Dicomac nazionale a decidere le soluzioni, condivise con le Regioni. Le soluzioni puntano a favorire, prima di tutto, l’autonoma sistemazione.
Liberati, nella replica, ha fatto riferimento “ a quando l’Italia era l’Italia, una sessantina di anni fa – ha detto -, ci fu un consorzio italo egiziano che fu invitato a smontare templi. E se questo sembrava impossibile è stato invece reso possibile. E alla luce di ciò la ricollocazione delle casette rappresenterebbe una vicenda marginale, che non si vuole però favorire e questo determina tutta una serie di conseguenze di aggravio di costi”.

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