Droga e spaccio, la prevenzione è l’unica arma possibile

da Giampiero Tamburi (Comitato Club Pallotta Perugia)
Ma guardate cosa vanno ad inventare come soluzione per un problema le cui radici sono ben oltre i parchi che sono ridotti nelle misere condizioni di luoghi deputati al mercato della droga, agli scippi e aggressioni varie.

– Spaccio e degrado: “Ingresso nei parchi vietato a chi è senza bimbi”
L’idea è del presidente della Municipalità di Mestre Massimo Venturini, che propone di aprire le aree verdi ai bambini per allontanare i tossici -.

http://mestre.veneziatoday.it/divieto-ingresso-parchi-uomini-senza-bambini-mestre.html

Ma sinceramente crediamo di sanare le situazioni della tossicità attuando queste soluzioni?

Quello dei pusher, galoppini spacciatori che incontriamo di notte, di giorno, in qualunque luogo, nelle piazze, nei vicoli, nei parchi e chi più ne ha più ne metta, perché non c’è luogo dove non siano, sono l’ultimo anello, tra l’altro neanche troppo indispensabile, di un sistema di commercio e di distribuzione che rasenta la perfezione e che fa invidia al più quotato manager.

Noi che crediamo che basti, per riappropriarci dei nostri spazi, ostacolare con manifestazioni o azioni varie un mercato, così perfetto, in mano alla delinquenza organizzata, forse non teniamo bene presente il problema o speriamo in cuor nostro, onestamente, di risolvere una situazione talmente radicata nel nostro Paese e così variegata che quei disgraziati che spacciano, molto spesso essi stessi tossici, non sono altro che la schiuma sacrificabile di un calderone che bolle, coinvolgendo, in certe situazioni, anche personaggi al disopra di qualsiasi sospetto.

Se abbiamo la convinzione che tutto il movimento nell’organizzare serva a sensibilizzare la collettività su questi problemi stiamo valutando male la cosa perché la collettività non ha bisogno di essere sensibilizzata; la collettività ha bisogno di più sicurezza dove vive e questa non la possiamo ottenere neanche con gli sforzi, mettendoci tutti i rischi che il loro mestiere comporta e tutta la professionalità di cui sono capaci, che fanno i nostri tutori dell’Ordine Pubblico.

È cronaca di tutti i giorni l’individuazione di bande, come di singoli elementi, gli arresti e l’estradizione forzata di individui dediti ad ogni specie di crimini che, una volta neutralizzati, al loro posto ne sono già pronti altri a fare gli stessi danni, in un susseguirsi infinito senza speranza alcuna di troncare questo girone infernale.

In questa lotta impari, della società verso il modo di contrasto del problema della droga, il possibile ed il reale, per una soluzione che sia efficace un domani, resta sempre la prevenzione.

Una prevenzione rivolta alla società nel suo complesso e contemporaneamente, a singoli individui
a rischio, modificando gli ambienti culturali, sociali, fisici ed economici dove le persone operano le loro scelte, con una prevenzione selettiva che intervenga su specifici gruppi e
famiglie laddove le persone, a causa delle loro risorse e dei loro legami sociali limitati, possono
essere più inclini a fare ricorso all’uso di droghe o a sviluppare dipendenza.

Ma soprattutto la prevenzione, più impostante per il futuro dei nostri figli, deve essere fatta nella scuola. Una prevenzione con e per i giovani, iniziando in particolare dai giovanissimi.

Si dimostrerà efficace soprattutto se utilizza con un approccio il più precoce possibile perché è soprattutto in quel periodo di vita dei nostri giovani che, con un consumo occasionale, inizia una dipendenza vera e propria.

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