Umbria Jazz, Carlo Pagnotta, rispondo a polemiche coi numeri

Su Facebook sono stati quasi 500.000 interazioni e 100.000 tra like e condivisioni

Umbria Jazz, Carlo Pagnotta, rispondo a polemiche coi numeri

Umbria Jazz, Carlo Pagnotta, rispondo a polemiche coi numeri

di Luana Pioppi

PERUGIA – “Umbria Jazz 17 chiude con un bilancio artistico molto positivo”. Così esordisce Carlo Pagnotta, direttore artistico della manifestazione, durante la conferenza stampa di chiusura che si è tenuta questa mattina presso l’hotel Brufani di Perugia. Come sempre sono state le cifre le protagoniste dell’incontro. Quest’anno la manifestazione ha incassato 700 mila euro, al netto del merchandising, come risultato degli oltre 20 mila biglietti venduti. Il dato forse più sorprendente, ed assolutamente positivo, e che anche in assenza di un “fenomeno Mika” UJ si conferma evento social. Circa 2 milioni sono stati gli utenti che hanno visualizzato i contenuti di UJ17, con più di 60 eventi documentati dal vivo e raccontati dai canali social di UJ attraverso oltre 400 post, tweet e foto.

Su Facebook sono stati quasi 500.000 interazioni e 100.000 tra like e condivisioni, con la pagina ufficiale che ha raggiunto i 109.000 likes. I video live hanno avuto quasi un milione di visualizzazioni con oltre 30 ore di diretta streaming. Grande coinvolgimento anche degli artisti, che hanno commentato, retwittato e condiviso contenuti sui propri canali social. Il sito internet www.umbriajazz.com ha fatto registrare circa 100.000 visite e 500.000 visualizzazioni.

Pagnotta ha poi voluto replicare con le cifre alle polemiche nate nei giorni scorsi sui giornali sul declino della kermesse perugina rispetto il Festival dei Due Mondi di Spoleto. “Una leggera flessione era prevista così come qualche problema di ordine pubblico per i concerti gratuiti”, ha detto. “Ma vi dico solo che il contatore messo all’ingresso dei Giardini Carducci – ha proseguito – martedì sera ha registrato 8mila ingressi. I due Festival non sono paragonabili. Il nostro pubblico di una sera è pari alle loro presenze in tutta la manifestazione. Basti pensare che l’Arena del Santa Giuliana ha 5mila posti a sedere e 10mila in piedi, il teatro Romano di Spoleto 2mila. Riempire una di queste due location è più facile dell’altra. Umbria Jazz è un volano turistico per la regione e per la città.

Perugia registra concerti jazz a pagamento con ingressi superiori a quelli che si fanno in città come Roma e Milano”. Sempre in tema di numeri, Pagnotta ha sottolineato che nel 2016 ad UJ erano stati venduti 29.611 biglietti, nel 2017 oltre 21mila.

Si tratta di circa 8.600 biglietti in meno. “Se a questi togliamo gli 8.544 di Mika del 2016 – ha rimarcato il direttore artistico – la differenza è di 300 biglietti ma se consideriamo che quest’anno abbiamo avuto circa 1.500 paganti in più ai concerti al chiuso…”. Pagnotta ha poi annunciato anche le date del 2018: 13-22 luglio. “Le nostre sono delle date fisse”, ha detto sempre per replicare alle polemiche nate sulla sovrapposizione dei due eventi e per far capire che è da Spoleto l’incoerenza della programmazione. “Si tratta di due Festival importanti – ha detto ancora – che hanno avuto un successo straordinario.

Bravo Ferrara ad aver risollevato le sorti di quello di Spoleto, noi ancora la caduta non l’abbiamo vista”. Pagnotta ha voluto anche rimarcare la preziosità del cartellone con ospiti di indiscusso valore artistico e presenze come quella dei Krafterk, unica data italiana, e di Brian Wilson, ex leader dei Beach Boys, che nella serata degli U2 a Roma è riuscito lo stesso a registrare 2.500 paganti all’Arena. Tanti i progetti jazzistici presentati  per la prima volta a Perugia tra cui quello di “Tenco, i cantautori italiani ed il jazz” con Giuliano Sangiorgi, Gino Paoli, Danilo Rea, Paolo Fresu e Gaetano Curreri.

Umbria Jazz 17, Pagnotta, si chiude con un bilancio artistico molto positivo

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