Terni, inaugurata la mostra “Andy Warhol …in the city” 🔴

 
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Terni, inaugurata la mostra “Andy Warhol …in the city”

Di Rossano Pastura
“La bellezza salverà il mondo”.  Oggi più  che mai la frase di Dostoevskij appare attuale e calzante per superare la sfida che le nostre comunità sono chiamate ad affrontare.

Su questa premessa è  stata inaugurata a Terni la mostra “Andy Warhol …in The city”. “Avremmo preferito iniziare la mostra dedicata al grande maestro Andy Warhol in un periodo diverso, con maggior serenità, ma allo stesso tempo penso che un’esposizione così  prestigiosa possa rappresentare  un sussulto di vitalità per la nostra città in un momento in cui la paura potrebbe prendere il sopravvento”. Con queste parole il sindaco di Terni, Leonardo Latini, ha aperto le porte di Palazzo Primavera, a Terni,  per consentire ai tanti appassionati di poter ammirare le opere di uno dei maggiori artisti del secolo scorso, l’inventore della pop art, Andy Warhol.

“La bellezza non può  che far parte della nostra vita -ha aggiunto il sindaco- e quindi è  giusto che si continui a vivere all’insegna dell’arte, della bellezza, della cultura, altrimenti rischieremmo di spegnerci e di intristirci. Per questo non abbiamo rinunciato a questo evento, nonostante l’attuale momento di grande preoccupazione”.

“Abbiamo fortemente voluto questa mostra -ha concluso Latini -, un’occasione per la città di Terni, per poter ammirare le opere di maggior importanza di un artista di caratura mondiale. Un percorso culturale unico nel suo genere, che metterà la nostra città al centro delle attenzioni di tanti appassionati di arte contemporanea”.

La mostra antologica dedicata ad Andy Warhol e alla pop art, approda per la prima volta a Terni, nei locali del centro espositivo di Palazzo Primavera.

Le opere, esposte al pubblico fino al 3 maggio prossimo, permetteranno agli appassionati  di poter ammirare quanto di meglio questo poliedrico artista – pittore, scultore, fotografo e regista statunitense – ha saputo produrre grazie alla sua creatività e alle sue geniali intuizioni.

Il percorso espositivo è stato illustrato da Gino Capitò, presidente dell’Associazione New Factoring Art.

“Le opere esposte testimoniano il percorso artistico del creatore della Pop Art -ha spiegato Capitò -, dalle sue prime produzioni, datate 1956, fino alla sua morte prematura, avvenuta nel 1987, a soli 59 anni”.

“Il mito di Marilyn Monroe, il fascino di Liz Taylor e Liza Minnelli, il carisma di Mao Zze Tung, l’energia di Mick Jaeger, l’attualità di star del cinema e della musica come Richard Gere, Stevie Wonder, Sylvester Stallone, Michael Jackson. Ma anche le storiche bottiglie di Coca Cola o le scatole di zuppa Campbell,  fino ai dollari autografati o i buoni sconto di una catena di grande distribuzione” ha aggiunto il presidente di New Factoring Art.

“Siamo riusciti a portare a Terni oltre 130 opere di Warhol -ha concluso Capitò -, tra cui Cover di dischi (da ricordare quella di Loredana Bertè), ritratti come quello di Gianni Agnelli”.

Nel salutare Capitò ha preannunciato la possibilità, nelle prossime settimane, di poter avere quale ospite Mark Kostabi, artista che collaborò con Warhol.

Da ricordare che tra le opere esposte a Terni, c’è ne sono alcune meno famose ma di grande valore artistico, come il Book of My garden o il Gold Book, realizzato in occasione della sua prima mostra personale a New York.

La mostra è  stata realizzata da Pubbliwork Eventi con la collaborazione dell’associazione nazionale “New Factoring Art”, che raccoglie l’adesione d numerosi collezionisti italiani sul tema Pop Art.

Insieme alle opere di Warhol sono esposte le opere di artisti emergenti, ma già conosciuti, come il citato Mark Kostabi, Pier Giuseppe Pesce e Lucrezia Di Canio.

Il concetto di arte e bellezza, come mezzo per superare momenti difficili, è stato espresso da Paolo Di Canio, indimenticabile calciatore di Ternana e Lazio, ospite dell’inaugurazione nonché papà di una delle artiste in mostra, la figlia Lucrezia.

Per informazioni sui giorni di apertura, orari e programma eventi della mostra si può consultare il sito www.pubbliwork.it


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