Violenza di genere, pressing per un piano legislativo Ue
Violenza di genere – La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, celebrata oggi, riporta al centro dell’attenzione un problema globale: la violenza di genere. Un dramma che, secondo i dati, colpisce in modo devastante milioni di donne e bambine in tutto il mondo. Ogni ora, infatti, 5 donne o bambine vengono uccise da partner, familiari o ex compagni, evidenziando che gran parte degli episodi di violenza avvengono nell’ambito familiare.
Nell’Unione Europea, le statistiche tracciano un quadro preoccupante. Una donna su 20 ha subito violenza sessuale prima dei 15 anni, mentre una su 10 è stata vittima di molestie online. Anche in Italia la situazione appare critica: 99 donne sono state uccise tra il 1° gennaio e il 17 novembre 2024, di cui 51 femminicidi commessi da partner o ex.
I dati italiani confermano l’emergenza. Nel corso del 2024, sono stati registrati oltre 12.000 episodi di maltrattamenti contro familiari o conviventi, e i casi di violenza sessuale hanno superato quota 3.000. Questi numeri sottolineano quanto il fenomeno sia radicato nel tessuto culturale e sociale del Paese.
Richieste di intervento a livello Ue
Nel contesto europeo, si sollecita un quadro legislativo più incisivo. La proposta è di includere la violenza di genere tra i crimini riconosciuti dall’Unione Europea, rafforzando gli strumenti legali per contrastare il fenomeno. Tra le richieste avanzate figura anche l’adozione di una definizione di stupro basata sulla mancanza di consenso, un passo fondamentale per tutelare i diritti delle donne.
Secondo le rappresentanti del gruppo S&D al Parlamento Europeo, non bastano dichiarazioni di circostanza. È necessario un impegno strutturale per cambiare le mentalità patriarcali che perpetuano comportamenti violenti. L’appello si unisce a una critica verso esponenti istituzionali, come il ministro italiano dell’Istruzione Giuseppe Valditara, le cui recenti dichiarazioni sono state percepite come minimizzanti nei confronti del problema.
L’importanza di una rivoluzione culturale
La lotta contro la violenza di genere non può limitarsi a interventi simbolici. Serve una rivoluzione culturale, che parta dall’educazione e promuova una società più equa. Ogni atto di violenza contro le donne, è stato sottolineato, rappresenta un fallimento della comune umanità, richiedendo risposte efficaci sia a livello legislativo che culturale.
Le istituzioni europee, secondo quanto dichiarato, hanno il compito di agire per contrastare una delle piaghe più gravi della società. Si preme per una cooperazione tra Stati membri, affinché si rafforzi la rete di protezione per le vittime e si costruisca un contesto più sicuro per tutte le donne.
Prossimi passi
Tra le priorità future:
Inserire la violenza di genere tra i crimini riconosciuti dall’Ue.
Definire lo stupro in base alla mancanza di consenso.
Promuovere campagne di sensibilizzazione contro la violenza domestica e online.
Introdurre programmi educativi per cambiare mentalità patriarcali.
L’urgenza di interventi concreti è evidenziata dai dati che, anno dopo anno, documentano una situazione che richiede una risposta coordinata e determinata.
fonte Marco Tarquinio EU

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