Leonardo Cenci in ospedale, Claudia Travicelli, Leo dobbiamo presentare il libro

 
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Leonardo Cenci in ospedale, Claudia Travicelli, Leo dobbiamo presentare il libro

Leonardo Cenci in ospedale, Claudia Travicelli, Leo dobbiamo presentare il libro

da Claudia Maria Travicelli, ex assessore di Assisi
Lui e io siamo tanto amici, lui sa dei problemi di salute che ho avuto io, io capisco il suo dolore e con lui le nostre malattie, le nostre preoccupazioni non sono nulla. La gente si preoccupa se non può andare a comprarsi un’auto nuova, una pelliccia, una nuova borsa o di andare a farsi un viaggio (prendendo anche un prestito). Io, come Leonardo mi preoccupo per altro, per qualcosa che per qualcuno non ha nessuna importanza… perché ce l’ha e l’ha sempre avuta, parlo della Salute.

Cosa si prova a non averla? Tanta paura, quella che oggi il mio amico Leonardo prova, anche se la nasconde dietro alla sua solita ironia. Solo chi come lui e io, ha calpestato quei reparti ospedalieri e ha tremato in attesa di risposte sa cosa si prova.

Lui è giovane ed abbiamo in comune anche la malattia in giovane età, lui ha la forza nel corpo e negli ultimi tempi ha avuto preoccupazione e premura per la sua mamma, che ha avuto dei problemi di salute. L’ha accompagnata ovunque e con il suo grande carattere, anche lì non ha fatto emergere il suo dolore. Per chi, soffre di certe (terribili) malattie, la forza, il coraggio sono di grande aiuto, ma il mestiere di attore o attrice la fanno molto spesso da padrona…

Perché dico questo? Si finge per amore degli altri, per paura, per convincerci che la cosa non esiste, ma quando si resta soli… e Leonardo lo sa, dobbiamo fare i conti con la realtà, cruda e vera e si prega, quella preghiera fatta di parole che ricercano una luce, lontana ma che vorremmo avere vicina.

Ci si attacca ai valori semplici e piccoli, a quelle cose che per tanti sono normali e che invece…per altri non lo sono. La solidarietà, caro Marcello nasce da questo, il voler aiutare gli altri, come forma di ringraziamento e per sentirsi ancora vivi, esistere per gli altri, darsi gratuitamente agli altri, stringere i denti e cercare in ogni giorno una ripartenza.

Leonardo lo sa bene, sa di che cosa sto parlando, spesso ci siamo confrontati in questi nostri pensieri, ci viene da ridere se qualcuno ci giudica nel nostro operato, di piccolo o di grande aiuto, saranno le persone a dirlo.

A breve dovremo presentare insieme il suo libro, a Palazzo di Assisi, pensavo di proporre a Leonardo questo luogo. Il suo libro, frutto di passioni e di sacrifici, di pensieri che nessuno può capire fino in fondo. Leonardo, deve vincere, anche questa volta deve uscire da numero 1 da quella stanza di ospedale. Tutti abbiamo bisogno di lui, siamo in contatto tramite whatsapp, lui che è tanto debole e che la fede porta dentro, con rispetto e delicatezza, ci chiede aiuto e lo possiamo fare nella preghiera.

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