Disagio sociale e suicidi, episodi che non possono lasciare indifferenti

 
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Disagio sociale e suicidi, episodi che non possono lasciare indifferenti

“La notizia dei due suicidi avvenuti in questi giorni nella nostra città a distanza di poche ore – uno di un ragazzo italiano di 30 anni e l’altro di un signore polacco di mezza età, senza fissa dimora – fa gelare il sangue e riempe di tristezza”. Lo dice Lucia Maddoli, consigliera comunale del comune di Perugia. Per queste due tragedie oggi la seduta consiliare a Perugia si è aperta con un minuto di raccoglimento per ricordare i due concittadini vittime di altrettanti episodi di suicidio, legati al disagio sociale.

Per queste ultime vicende Maddoli insieme ai colleghi consiglieri Fabrizio Croce, Giuliano Giubilei, Sarah Bistocchi, Erika Borghesi, Nicola Paciotti, Elena Ranfa e Francesco Zuccherini (Idee, Persone, Perugia; Rete Civica Giubilei e Partito Democratico) ha evidenziato che tali episodi non possono lasciare indifferenti perché è compito delle Istituzioni non lasciare solo nessuno, soprattutto chi ha più bisogno.

“Si tratta di fatti molto gravi e tristi – spiega Maddoli -, che colpiscono al cuore una intera comunità, ed è grave constatare come questi eventi siano passati praticamente sotto silenzio sui nostri mezzi di comunicazione. Del primo caso non si sa ancora quasi nulla, ma Woitek era conosciuto, era stato ospite del centro temporaneo di accoglienza di Sant’Erminio, di cui tanto si era dibattuto in città, un uomo che aveva già tentato di togliersi la vita una volta pochi giorni prima, e che dopo il ricovero era stato rimesso in strada…Ma dove è finita l’Umanità? Una città che non sa accorgersi e dare risposte a un disagio così profondo in alcuni dei propri cittadini, è immagine di una città ripiegata su stessa, di una città che esce sconfitta.. Siamo tutti chiamati in causa in questa sconfitta come cittadini, ma in primo luogo lo sono le istituzioni, lo siamo come istituzione”.

Oggi in Consiglio comunale è stato chiesta di attivare immediatamente un tavolo di lavoro e confronto povertà ed emarginazioni e dare quanto prima una risposta stabile e non emergenziale alla questione dell’accoglienza dei senza fissa dimora, rafforzando intorno a loro una rete di servizi socio-sanitari di sostegno.

“Bisogna fare di tutto – ha concluso Maddoli – per tornare a dare speranza a chi non ne ha più”.

Sul tema dei suicidi il vice sindaco Tuteri ha riferito all’assise che il Comune su questo versante si è già mosso, in particolare chiedendo alla regione di impegnare fondi per una sorta di censimento delle cause del disagio giovanile, onde poterlo combattere nel modo più adeguato.


LA MOZIONE DI URGENZA

Oggetto: Accoglienza dei soggetti senza fissa dimora a Perugia e costituzione di un tavolo di lavoro sulle povertà  

 Premesso che:

  • con DPCM 10.4.2020 sono adottate sino al 3.5.2020 misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19 sul territorio nazionale;
  • tra le misure di cui al citato DPCM è previsto che “sono consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute (…)” (art. 1, co 1, lett. a) e che tale prescrizione normativa comporta l’obbligo in capo ad ogni cittadino di rimanere all’interno dell’abitazione e di uscirvi solo per le dette esigenze, pena l’applicazione delle sanzioni previste;
  • le persone senza fissa dimora, essendo in generale prive di un proprio alloggio e non potendosi allo stato muovere sul territorio nazionale al fine di raggiungere altro comune dove potrebbero avere sistemazione alloggiativa propria, potrebbero trovarsi nell’impossibilità fattuale di adempiere alla detta prescrizione;
  • il nuovo DPCM del 26.4.2020, che a partire dal 4.5.2020 sostituirà il precedente del 10.4.2020, estende fino al 17.5.2020 l’obbligo di permanere all’interno della propria abitazione e non uscire se non per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero di salute (salvo prevedere la possibilità di fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza);

 Preso atto che:

  • con ordinanza sindacale contingibile ed urgente n. 294 del 22.3.2020, il Comune di Perugia, preso atto che è necessario adottare tutte le misure a tutela della salute pubblica, ivi compreso “adottare soluzioni temporanee per la gestione dei soggetti senza fissa dimora presenti nel territorio comunale”, individuava le due strutture presso il CVA e la palestra di Sant’Erminio come “idonee ad accogliere un congruo numero di persone asintomatiche (complessivamente non superiore a n. 35 ospiti)”;
  • con una nuova ordinanza sindacale n. 571 del 24.4.2020, veniva revocata con effetto immediato la precedente citata ordinanza ed annullato, con effetto immediato, “l’utilizzo delle due strutture comunali” e che tale revoca del servizio di accoglienza adottata comporterebbe la perdita per tante persone ivi accolte di una sistemazione alloggiativa, da cui l’impossibilità di adempiere alle prescrizioni di cui al DPCM 10.4.2020, valide sino al 3.5.2020.
  • la notizia della chiusura immediata delle strutture delle strutture di S. Erminio, senza indicazioni ulteriori circa il sostegno di persone senza tetto, ha provocato anche una forte reazione e una presa di posizione da parte di numerosi e importanti soggetti associativi della città che hanno inviato un email al Sindaco e Prefetto (e per conoscenza a Ministro dell’Interno e Ministro della Salute) per chiedere spiegazioni sulla questione e sapere quali misure intendesse prendere l’amministrazione per tutelare la salute dei senza fissa dimora e la salute pubblica di tutti i cittadini;
  • con ordinanza n. 574 del 24.4.20, il Comune ha prorogato gli effetti dell’ordinanza n. 571 mantenendo attivo il Cva e la palestra di Sant’Erminio destinata all’assistenza dei senzatetto e posticipandone la chiusura a partire da oggi lunedì 27 aprile;
  • circa le nuove modalità del servizio di accoglienza in una nota del Comune si fa riferimento a “un ricovero diurno presso il Centro a bassa soglia, dove verranno erogati pasti forniti dal Comune”, ma nulla viene detto circa la sistemazione alloggiativa per le notti identificate per i giorni a partire dal 27.4.2020 ;

Considerato che:

  • l’emergenza Corona virus e il conseguente obbligo di isolamento domiciliare al fine di tutelare la salute individuale e pubblica hanno improvvisamente fatto emergere e reso visibile alla città il problema dei senza fissa dimora;
  • la complicata gestione del centro di accoglienza temporaneo di S. Erminio per senza fissa dimora connesso al Covid-19 – chiuso definitivamente il 18 maggio 2020 a seguito della ordinanza comunale N.601 dell’8-05-2020 – ha dimostrato che le soluzioni emergenziali non riescono a dare risposte adeguate e risolutive ai problemi affrontati;
  • L’emergenza corona virus sta aggravando la crisi economica e sociale già pre-esistente al Covid-19, e sta determinando anche in Umbria e a Perugia un forte aumento delle povertà e delle situazioni di esclusione e marginalità sociale, colpendo soprattutto quelle categorie più vulnerabili quali lavoratori precari, lavoratori in nero, persone sole, rifugiati, colf e badanti, ma anche tante famiglie il cui sostentamento dipendeva da un unico reddito legato ai settori più colpiti dalla crisi, etc.
  • Che l’aumento delle situazioni di povertà e di bisogno di assistenza a fronte di scarse risorse per dare risposte adeguate fa si che sia quanto mai necessario aumentare le sinergie e il coordinamento tra attori istituzionali, terzo settore e volontariato;

 SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

 A dare informazione al consiglio comunale e alla cittadinanza sulla attuale situazione dei senza fissa dimora che erano stati accolti a S. Erminio a seguito della chiusura delle strutture temporanee il 18 maggio 2020;

  • Ad adoperarsi per trovare in tempi più rapidi possibile, in collaborazione e in sinergia con il terzo settore e il mondo del volontariato, una soluzione strutturata di lungo periodo che permetta di fornire assistere ai senza fissa dimora e alle persone con evidenti fragilità in situazione di grave marginalità sociale.
  • Ad istituire un tavolo di lavoro sulle povertà coinvolgendo tutti i soggetti interessati (Comune di Perugia, in particolare con i Servizi Sociali, ASL, Caritas, S. Egidio, Croce Rossa, Cooperative sociale, e più in generale rappresentanti del terzo settore e del mondo del mondo del volontariato e ogni altro attore del territorio sensibile al tema) al fine di monitorare la situazione e scambiarsi informazioni, discutere e trovare risposte coordinate e adeguate alle situazioni di emarginazione e disagio e al fine di elaborare strategie di prevenzione in un’ ottica di welfare comunitario.

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