Elezione giornalisti, Gianfranco Ricci, per la pima volta vi parlo di me

Elezione giornalisti, Gianfranco Ricci, per la pima volta vi parlo di me

Elezione giornalisti, Gianfranco Ricci, per la pima volta vi parlo di me

 Per la prima volta in tre anni mi prendo la libertà di parlarvi di me. Fino ad ora vi ho solo cronisticamente informati  (anche due o tre messaggi  al mese) su ciò che evolveva o involveva nel mondo del giornalismo italiano e all’interno o attorno al Consiglio Nazionale  dell’Ordine; adesso, invece,  affido alla nostra tradizionale chat  alcune brevi, personali considerazioni.


di Gianfranco Ricci


Ora inserisco cenni più personali perché finalmente siamo davvero, e in maniera definitiva, a snocciolare il conto alla rovescia  verso le elezioni ordinistiche (20 e 21 ottobre  telematiche, oppure 24 ottobre al seggio). Rispetto all’altra volta, per fortuna, c’è una novità rivoluzionaria. Proprio per evitare un ulteriore rinvio determinato dal timore di assembramenti nei seggi, il Governo, accogliendo pure una pressante istanza del Consiglio Nazionale dell’Ordine, ha stabilito  che finalmente si possa esercitare il diritto di voto anche on line: con un cellulare o un computer.

E’ una grande affermazione di democrazia perché consente di esprimersi pure agli iscritti che abitano lontano dai seggi. In sede nazionale il consenso per questa concessione di più ampia libertà è stato così gradito che in poche settimane, lavorando con fermezza, abbiamo varato il complesso Regolamento che disciplina il voto ibrido: il telematico e quello espresso all’interno della cabina fisica. Normativa, la nostra, subito approvata e pubblicata dal Ministero.

  • Stavolta dunque si vota senza indugi. E anche in Umbria si stanno evidenziando parecchie candidature. Buonissimo segnale!

E’ bello constatare che generosi colleghi pensino di dedicare ai giornalisti tempo, competenza e voglia di costruire insieme un più dignitoso  futuro per la professione. Partecipare in modo attivo, in ogni ambito, è sempre  un modo per affermare lo spirito democratico. E’ addirittura auspicabile che numerosi altri iscritti si dichiarino pronti a rappresentarci e ad assumere responsabilità nel  Consiglio regionale o in          quello Nazionale.

E’, e sarebbe, la palese testimonianza della precisa volontà di far garrire la bandiera ordinistica anche spendendosi con generosità.

  1. A me qualcuno  ha chiesto: ‘’Tu, consigliere nazionale uscente, che decisioni hai preso?’’.
  2. Ho risposto letteralmente: ‘’Con l’esperienza mi sono persuaso che le candidature non si impongono, ma si condividono’’.

Ero e resto convinto che si è più compresi dagli  elettori se un’eventuale candidatura è frutto dell’ incoraggiante stimolo di cronisti seri che hanno  manifestato il desiderio di vedere  colleghi al Servizio del giornalismo, dell’Ordine, della correttezza deontologica, e dell’attenzione all’articolo 2 della legge ordinistica che, sintetizzo a memoria: per i giornalisti è obbligatoria l’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è inderogabile  il  rispetto della verità sostanziale dei fatti; e vanno sempre osservati i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

  • Al Servizio, appunto.

Ho cercato di provarci nella consigliatura appena terminata. Lo sanno le tante decine di colleghi che sono stati raggiunti, talora perfino inondati, dal mio ininterrotto notiziario e coinvolti dalle iniziative attuate per manifestare vicinanza, individuale e collettiva (cioè del Cnog) a chi ne aveva necessità.

M’è rivenuta in mente una frase che l’indimenticato Presidente Dante Ciliani mi diceva, quasi imbarazzato, quando, ammirato dal suo modo aperto e schietto di fare il Presidente, gli dicevo “Dante tu sei….”. Replicava schermendosi: “Io non sono, io ci sono”.

  • E tutti sapevamo che era vero. Lui c’era.

Ecco, oggi son certo più di sempre che chi si mette a disposizione, cioè al Servizio dei colleghi, non deve “essere”, ma, semmai, deve “esserci”, per marciare a fianco di professionisti e pubblicisti alle prese con un futuro assai poco promettente.

Con questo stato d’animo, sollecitato (ecco la condivisione….) da amici iscritti all’Ordine (alcuni , come me, anche al Sindacato), e partecipi  pure di un programma di prospettiva (che un po’  ho contribuito a definire e diffondere)  ho deciso di farvi ufficialmente sapere che ‘’Ci sono. Se vorrete’’. Si voterà fra pochi giorni, come  in tutta Italia.

Lo so, non sono più giovane. E non è la prima volta che chiedo consensi per l’elezione in Consiglio Nazionale. Ha la mia comprensione chiunque, entrando nel seggio (virtuale o no), terrà in prevalente considerazione  soltanto queste due realtà, senza dubbio oggettive. Comunque mi sentirei più tranquillo se nel giudizio di chi desidera rappresentanza prevalessero i valori dell’esperienza e della specifica preparazione

                GARANZIA DI CORRETTEZZA

E’ giusto anticipare una promessa: nel conto alla rovescia verso il giorno del voto nessuno mi ha sentito e mai mi sentirà mancare di rispetto agli altri che si propongono per il Cnog. Se cadessi in questa miserevole tentazione  avreste il dovere di segnalarmi al Consiglio umbro di disciplina deontologica.

Sono, naturalmente, fiducioso che anche tutti gli aspiranti ai Consigli, Regionale e Nazionale, siano animati dal medesimo desiderio: correre non solo con determinazione, ma pure con lealtà umana e professionale.

                  IN SINTESI I MIEI RECENTI IMPEGNI

Non per mettere in fila significative medagliette, ma solo per dar conto della rappresentanza che mi fu affidata dai colleghi, mi pare doveroso far sapere in massima sintesi agli iscritti umbri in che modo ho cercato di agire in nome loro. Riduco naturalmente all’osso, un impegno mai cessato, nemmeno nei venti mesi che il Cnog non si è riunito a Roma per motivi pandemici.

 Sono stato Presidente dell’importantissima Commissione Giuridica (confermato a pieni voti dopo 24 mesi) e in questa funzione ho condotto, come prima firma, la stesura del Regolamento per il rivoluzionario voto ibrido. E via via ho affrontato e risolto, con i colleghi della Commissione, spinose questioni giuridico-normative, nazionali ed europee.

Da cofirmatario ho inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, un’istanza corale  per chiedere interventi sul Parlamento affinché venga affrontata la delicata crisi dell’Inpgi.

Mi sono schierato, con determinazione, per reagire, in sede territoriale e anche nazionale (pure governativa), agli attacchi rivolti alle redazioni regionali de La Nazione, dell’Ansa, del Messaggero e del Corriere dell’Umbria. Ho portato nell’aula del Cnog mozioni di vicinanza ai colleghi colpiti nella dignità umana e professionale, mozioni approvate all’unanimità.

Ho partecipato, con il Consiglio, alla variazione moderna della Carta di Treviso (tutela dei minori) e all’estensione del Testo Unico della Deontologia.

Ho partecipato (e non solo come uditore) a confronti nazionali allestiti in nome della libertà di stampa, umiliata anche da quelli che con le querele temerarie, tentano, con il ricatto, di far prevalere il timore nell’animo di chi (spessissimo malpagato, talora perfino protetto dalla scorta della Polizia)  desidera onorare il mestiere cercando di raccontare la verità dei fatti. Anche scomodi  per chi non accetta di essere ‘disturbato’ dalla cronaca.

E poi, con iniziativa individuale,  ho chiesto al Consiglio umbro di disciplina di valutare deontolgicamente dichiarazioni e scritte infamanti per testate e colleghi umbri. E nel contesto di questa delicata, a ribadita vicenda, ho firmato una Lettera aperta (ancora grazie a chi l’ha ospitata) prendendo posizione  supplente nei confronti di aggressività (verbali e scritte) rivolte a redazioni impegnate a Perugia e a Terni e a cronisti lodevolmente attivi  per onorare gli impegni professionali.

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