Nuova presidenza assegnata a Bologna al medico perugino Rosi
L’elezione del dottor Gianluigi Rosi alla guida dell’Associazione flebologica italiana, avvenuta a Bologna durante il congresso internazionale Sclerotherapy 2026, segna un passaggio di rilievo per la comunità scientifica dedicata alla cura delle patologie venose. Il medico perugino, con una carriera costruita in oltre quarant’anni di attività clinica e formativa, assume la presidenza in un momento di forte evoluzione delle tecniche di trattamento e della ricerca nel settore.
Un percorso professionale costruito sulla ricerca clinica
Specializzato in Angiologia all’Università di Grenoble, Rosi ha orientato fin dagli inizi la propria attività verso lo studio delle malattie venose croniche, contribuendo alla diffusione in Italia della scleroterapia con schiuma, introdotta nel Paese all’inizio degli anni Duemila. La sua esperienza ha permesso di affinare protocolli e modalità operative oggi adottati in numerosi centri, con un impatto significativo sulla gestione di insufficienza venosa, varici e patologia emorroidaria.
Nel corso degli anni ha sviluppato un approccio clinico centrato sulla personalizzazione del trattamento, integrando tecniche tradizionali e metodiche ecoguidate. La sua attività ha favorito una maggiore standardizzazione delle procedure e una più ampia diffusione della scleromousse, oggi considerata una delle opzioni terapeutiche più efficaci e meno invasive.
Competenze diagnostiche e studi sul rischio vascolare
Accanto all’attività terapeutica, Rosi ha maturato una solida esperienza nella diagnostica vascolare, con particolare attenzione agli screening del circolo carotideo e dell’aorta addominale tramite eco-color-Doppler. Ha partecipato a studi popolazionali condotti in Italia, contribuendo alla definizione di strategie di prevenzione rivolte ai soggetti a rischio cardiovascolare.
Il suo lavoro ha favorito una maggiore consapevolezza sull’importanza della diagnosi precoce, soprattutto in fasce di popolazione spesso poco intercettate dai percorsi di prevenzione. L’approccio multidisciplinare promosso da Rosi ha rafforzato il dialogo tra medicina generale, specialistica e servizi territoriali.
Un riferimento nazionale nella formazione dei medici
Parallelamente all’attività clinica, il nuovo presidente dell’Associazione flebologica italiana è da anni impegnato nella formazione dei professionisti del settore. Docente di Angiologia nella Scuola di medicina generale di Perugia, ha organizzato corsi rivolti a medici provenienti da tutta Italia, focalizzati sulle tecniche di scleromousse ecoguidata e sulla gestione integrata delle patologie venose.
La sua esperienza didattica si estende anche al master in Angiologia dell’Università Cattolica di Roma, dove contribuisce alla formazione avanzata di specialisti impegnati nella diagnosi e nel trattamento delle malattie vascolari. Il suo metodo, basato su pratica diretta e aggiornamento continuo, è considerato un modello per la nuova generazione di angiologi.
Una presidenza orientata all’innovazione e alla continuità
L’incarico assegnato a Bologna rappresenta un riconoscimento al percorso professionale di Rosi e, al tempo stesso, un impegno verso il futuro della flebologia italiana. La sua presidenza si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso tecniche mini-invasive, protocolli condivisi e formazione specialistica di alto livello.
La comunità scientifica guarda ora alla sua guida come a un’opportunità per consolidare le competenze già maturate e promuovere nuove linee di ricerca, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure e ampliare l’accesso ai trattamenti più avanzati. Rosi, forte della sua lunga esperienza clinica e accademica, si prepara a coordinare un percorso che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nel panorama internazionale della flebologia.

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