Liste d’attesa, i tetti al privato fermi ai livelli del 2024

Liste d’attesa, i tetti al privato fermi ai livelli del 2024

Usl Umbria 1 e 2 fondi ordinari e straordinari sono distinti

📌 FLASH NEWS – Liste d’attesa in Umbria: i tetti ordinari del privato accreditato restano legati al 2024. Usl Umbria 1 programma 615 mila euro; Usl Umbria 2 avvia una procedura fino a 600 mila euro per i cittadini già nei Percorsi di tutela


Le Direzioni delle Aziende Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 confermano che nel 2026 i limiti ordinari di spesa per le strutture private accreditate rimangono collegati al consuntivo del 2024. Il chiarimento, diffuso il 17 ottobre da Perugia e Terni, interviene nel confronto sulle liste d’attesa e distingue questi budget dai finanziamenti straordinari destinati ai cittadini che hanno superato i tempi massimi per ottenere una prestazione.

Le due Aziende sanitarie ribadiscono inoltre che il ricorso alle strutture accreditate si inserisce nella gestione pubblica dell’assistenza. Secondo le Direzioni, potenziare i servizi pubblici e acquistare prestazioni dal privato, nei casi consentiti, sono interventi che possono concorrere allo stesso obiettivo: assicurare cure appropriate entro tempi adeguati.

Budget ordinari e finanziamenti aggiuntivi

La conferma dei tetti riferiti al 2024 esclude, spiegano le Aziende, un ampliamento indiscriminato della spesa ordinaria destinata agli operatori privati accreditati. Gli accordi devono rispettare un quadro economico prestabilito, secondo la programmazione regionale e le disposizioni applicabili.

Una funzione diversa viene assegnata ai fondi straordinari per il recupero delle attese. Queste risorse finanziano prestazioni rivolte agli assistiti inseriti nei Percorsi di tutela, dopo il superamento dei termini massimi previsti per l’accesso.

La distinzione riguarda quindi sia la destinazione dei finanziamenti sia le condizioni del loro utilizzo: i budget ordinari sostengono l’attività programmata, mentre gli stanziamenti aggiuntivi rispondono alle necessità dei cittadini già in attesa oltre i limiti.

Gli importi previsti dalle due Aziende

Per l’Azienda Usl Umbria 1 la programmazione comprende 615 mila euro. Circa 215 mila euro derivano da disponibilità residue precedentemente riservate al recupero delle liste d’attesa. Gli altri 400 mila euro provengono dal fondo regionale del 2026.

L’Azienda Usl Umbria 2 ha invece avviato una procedura con un valore potenziale massimo di 600 mila euro. L’attribuzione delle risorse procede gradualmente ed è subordinata al verificarsi delle condizioni stabilite. L’importo indicato rappresenta pertanto il limite della procedura, non una somma interamente assegnata.

Le Direzioni descrivono questi strumenti come acquisti di prestazioni effettuati dal Servizio sanitario regionale per i propri assistiti, respingendo la lettura di un trasferimento di risorse sottratte alla sanità pubblica.

Programmazione e controlli restano pubblici

Il ruolo della Regione Umbria e delle Aziende sanitarie comprende programmazione, finanziamento, disciplina degli accessi e controlli. Il contributo delle strutture private accreditate, quando ammesso dalla normativa, rientra in questo sistema di responsabilità.

Parallelamente, le priorità indicate riguardano l’organizzazione dei servizi pubblici, la valorizzazione dei professionisti e il pieno impiego delle tecnologie disponibili. A questi interventi si aggiungono l’aumento della capacità di erogare prestazioni e il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva.

Per le Direzioni, il consolidamento dell’offerta pubblica richiede un lavoro strutturale che deve accompagnarsi alle risposte necessarie per chi attende già una visita specialistica, una risonanza magnetica o un altro esame diagnostico.

Prestazioni e tempi per valutare i risultati

Le Aziende riconoscono che il problema resta complesso, coinvolge il sistema sanitario nazionale e richiede più strumenti. La valutazione degli interventi, sottolineano, deve basarsi su prestazioni erogate, tempi di accesso e produttività delle strutture pubbliche.

Un ulteriore parametro è la capacità di offrire risposte uniformi nei diversi territori. Il confronto viene così ricondotto ai risultati dell’assistenza e alla possibilità di integrare le capacità disponibili, mantenendo la guida pubblica e i principi di equità, universalità e qualità delle cure.

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